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IL MONDO NORMALE CHE VI AUGURO "
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Dott.
Giuseppe Torcivia
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Biagi
è stato un testimonial. Uno dei migliori, semplice, chiaro e
diretto che si è conquistato l'affetto di milioni di telespettatori
e di lettori.
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Io
mi auguro che l'Italia possa finalmente diventare un Paese normale, un
Paese in cui sia abolita la doppiezza. Io sono dalla parte di Cesare
Zavattini che diceva: " Con buongiorno, intendo buongiorno e
basta ".
Un
Paese dove funzionano scuole e ospedali: entrare in corsia e vedere
che c'è scritta "Solventi", cioè quelli che pagano, e
quelli che non pagano, mi pare poco bello.
Un
Paese dove i treni e aerei arrivino in orario, perchè la puntualità
non è mica una prerogativa fascista. Con una politica normale, che
(oltre a non ammettere l'intolleranza e la paura per l'altro) non
contempli il trasformismo: vedere della gente che non cambia neanche
gabbana perchè ha un corredino dove ci sono tutte le giacche che
vanno di moda in quel momento è uno spettacolo da cancellare.
Con un
giornalismo che torni a consumare la suola delle scarpe, guidato da
quel sentimento potente che è la curiosità, e dalle chiare tendenze
ma sempre dalla buona fede e attento al lato umano.
Un
Paese normale dove non si interpellino i divi della televisione per
conoscere il loro parere su qualsiasi argomento, dalla solitudine
dell'uomo all'allevamento dei canarini.E' normale un Paese dove non ci sia l'emergenza come a Napoli o in Sicilia, dove la paura "marca" persino le arterie (come mi hanno detto una volta i medici che effettuano le autopsie).
Un Paese normale è un Paese in cui l'unico punto di riferimento non è la geografia con i suoi confini, MA LA LEGGE UGUALE PER TUTTI. "La rovina dell'Impero romano" scrisse inutilmente Ranuccio Bianchi Bandinelli "fu facilitata dal clientelismo amministrativo e dal caos delle leggi e non dalle orge del Satyricon ". Ma chi studia la storia?
E' normale il Paese che aiuta quelli ai quali la natura e la politica hanno dato meno. Un Paese normale è quello in cui gli aiuti non si danno per beneficenza, grazie alle collette per soccorrere chi è colpito da sciagure, ma si prevedono con il bilancio dello Stato, con voci apposite.
Un
Paese normale è quello del quale non emigrano più i giovani
migliori perché non trovano un lavoro retribuito dignitosamente. E'
quello in cui non c'è spazio per il grande tormento di oggi, che è
l'apparire. Un'ossessione: chi non entra nello spettacolo ha la
sensazione di essere escluso dalla vita.
Un
Paese normale è quello in cui per stare a galla, per affermarsi, non
bisogna più far parte del gruppo, avere il sostegno della
corporazione.UN PAESE NORMALE E' QUELLO IN CUI NESSUN BAMBINO SIA PRIVO DI CIBO E CURE.
Ho incontrato in Romania i piccoli che vivono nelle fognature, come i topi, per sfruttare i tubi di riscaldamento.
Un Paese normale, un'Europa normale, un mondo normale, è quello in cui i bambini finiscono le loro giornate in un lettino, con le lenzuola che profumano di pulito.