martedì 10 novembre 2009

L'influenza A. Alarme o alarmismo? O una Pandemia del guadagno ?


MATERIALE PER UNA RIFLESSIONE
Abbiamo ricevuto e diffondiamo.

























E non so cosa dire, sopratutto quando vedo a lamentarsi la mia anziana vicina, o altre persone con un terrore negli occhi...
In quel momento penso tra me e me: forse nessuno di queste persone incontreranno l'influenza A, ma quanti danni alla loro salute è stato già arrecato dall'ululio di mass media.
Che cosa vogliono, cosa sono: un nostro sostegno o la nostra tortura?
Una libertà di parola - rispondere voi?
Sì, della parola che uccide...prima di qualsiasi influenza...

giovedì 15 ottobre 2009

Ritiro del rifiuto organico giornaliero (esclusi domenica e festivi) per bar e ristoranti - e NOI??!!


Replica all'articolo della Nazione (Siena - Valdelsa) del Mercoledì 14 ottobre 2009 "Rifiuti, raccolta a domicilio più spesso" e del Giovedì 15 ottobre "Rifiuti, "lezioni del sindaco".

Dobbiamo ritenere questo articolo una risposta alle accese lamentele verso Sienambiente e il Comune di Poggibonsi durante l'incontro con i cittadini sottoposti alla sperimentazione denominata "Raccolta rifiuti differenziata "porta a porta" del 9 ottobre scorso.

Le decisioni del gestore così come riportate nell'articolo rimangono sempre un'offesa alle persone che abitano nella zona-ghetto della sperimentazione. E' evidente che questa "innovazione" è progettata secondo i fondi finanziari di Sienambiente, ma non per rispettare la cultura e mantenere l'igiene abituale delle nostre case.

I gestori e il Comune hanno prefisso di raggiungere l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata entro il 2012 per non dover incorrere nelle sanzioni previste che peseranno sempre su noi, NOI che siamo già puniti dall'impedimento di disfarsi dai rifiuti che produciamo secondo come urge la necessità di farlo.

Nell'articolo si dice che è stato esteso a tutti i giorni (esclusi domenica e festivi) il ritiro del rifiuto organico per bar e ristoranti però bisogna essere inserito nell'apposito elenco. E noi, cittadini comuni? Noi non siamo previsti negli elenchi (che assurdità inventano oggi per le cose banali, ma ovvie che ieri era una normalità!) e dobbiamo tenere tutto il sudicio a casa e soffocarci dagli odori e sacchi che ci invadono.

Oggi il Comune e Sienambiente difendono il loro modo di organizzare il ritiro rifiuti e noi ci opponiamo perché priva di umanità (non parlando delle normative igieniche).

Però vorrei ricordarvi tanto da noi criticate le norme della sosta e dell'accesso al centro (Ztl) che sono entrate in vigore, in via sperimentale, con il provvedimento di riorganizzazione del luglio 2008 contemplato nel Piano urbano del Traffico approvato nel 2003.

Dal 1 ottobre e fino al termine della realizzazione dei parcheggi del Vallone e del Parco Urbano - torna gratuita la sosta in numerose strade del centro, però la popolazione ha già pagato i permessi accesso e sosta, rispettando la decisione del Comune e oggi vede l'inutilità del sacrificio fatto. Sono penalizzati sempre i cittadini più bravi !

Basta questo esempio per dubitare che i provvedimenti dell'amministrazione di Poggibonsi siano a misura di uomo.

Visto che il Comune non ha pensato di rispettare la mia sana abitudine di buttare via l'immondizia ogni giorno, io non rispetto la decisione disumana del Comune e di Sienambilente e continuo a mettere fuori la porta i rifiuti organici e quelli multimateriali appena mi urge.


P.S. Estratto al diario: Ieri non abbiamo potuto mettere fuori porta il sacchetto verde (può succedere!) e, se non fossimo vincolati dal nuovo modo del ritiro, l'avremmo potuto fare con comodo quando eravamo in grado di farlo. Ed ora? Devo aspettare sabato che Sienambiente magnanimamente ha aggiunto alla frequenza? NO, amici miei, io questo sacchetto mal odorato l'ho messo fuori oggi perché non ho nessuna intenzione di complicarmi la vita e andare a cercare per la città dove posso lasciare questo sacchetto verde a causa perché Sienambiente non dispone dei fondi necessari - dovevano pensare prima!


Paolo Francesco Barbaccia Viscardi, residente del ghetto sperimentale di mondezza di Poggibonsi

domenica 11 ottobre 2009

Raccolta rifiuti porta a porta a Poggibonsi - fase sperimentale senza ritorno e senza via di uscita?!


"Fase sperimentale significa che, se nel passare del tempo si scopre che l'iniziativa proposta non funziona, possiamo ritornare al vecchio modo di ritiro?" - era questa la domanda posta da una delle cittadine di Poggibonsi durante l'incontro del 9 ottobre 2009 fortemente voluto dai poggibonsesi delle zone sottoposte al nuovo modo della raccolta porta a porta con il sindaco Lucia Coccheri, l’Assessore a Ambiente e Territorio Giampiero Signorini, e con i dirigenti della Sienambiente Fabio Lapisti e Gianluca Ranieri.

La risposta era "NO".

- Se non c'è il ritorno dall'esperimento, quale tipo di sperimentazione è questa? Ma è sempre un male minore nel nostro caso (nota nostra).

L'incontro è durato quasi 4 ore con l'aula piena nonostante la pioggia e la tarda ora.

Ero preparato a protestare sin dall'inizio, ma dopo il discorso delle circostanze del Sindaco Coccheri sono stato preceduto dagli interventi dei miei concittadini che con buone e cattive hanno provato a spiegare al sindaco e sopratutto agli ingegneri della Sienambiente il continuo e angosciante disaggio che vivono da quanto è iniziata la raccolta porta a porta.

I cittadini scontenti del mutamento delle loro condizioni igieniche e delle loro abitudini essenziali a causa dell'esperimento (che un esperimento non è, ma sembrerebbe una decisione ferma, imposta dalla Spa Sienambiente con il benestare del Sindaco del Comune di Poggibonsi), volevano far sentire le loro ragioni dell'invivibilità nelle proprie case da allora.

Il dirigente della Sienambiente, molto convinto, contento del proprio lavorato, con il tono maestrale e per tanto offensivo a mio avviso, ha cominciato il suo intervento, più impositivo e definitivo che propenso ad apprendere quali sono i disaggi per i cittadini (visto che ingenuamente credevamo che fosse una fase sperimentale e temporanea questa) della situazione indotta da loro nuovo "servizio". Sentendo dire il continuo "la legge ci impone", "la legge ci vincola", "le cose andranno così", "forse possiamo aumentare la frequenza ritiro rifiuti" (forse), ma aumenterà anche la bolletta (già rincarata!), personalmente mi sono sentito preso in giro e profondamente offeso dall'approccio del dirigente verso di una parte "del popolo sovrano"- quello nell'aula che stava capendo l'inutilità di tutti i loro sforzi di riavere le proprie libertà perdute. Mi sono permesso ad interrompere diverse volte quella specie di "lavaggio del cervello", perché non sopportavo e non sopporterò che si giustifichi la costrizione di vivere noi nelle proprie case con i rifiuti in putrefazione, pannoloni, pannolini, assorbenti per varie perdite, lettiere degli animali ecc con la scusa della legge e perché dobbiamo tenere le nostre città pulite!!!

Le città pulite - d'accordo, ma perché la popolazione deve essere costretta a vivere nell'immondizia a casa propria?!

Il mio interrompere il dirigente della Sienambiente ha fatto sciogliere il timore dei miei concittadini di parlare apertamente con le autorità. Sono stati evidenziati altre irregolarità che il Sindaco Coccheri ha annotato nella sua agenda (speriamo bene). Anzi vorrei spezzare una lancia a favore dell'attuale sindaco (giustamente il fatto è stato sottolineato e applaudito anche durante l'incontro del 9 ottobre) che al meno lei riesce a parlare con i propri cittadini a differenza del suo predecessore.

Per quanto riguarda l'indignazione verso l'impossibilità di continuare lo stile di vita imposto a noi da Sienambiente, la questione è rimasta sospesa nell'incertezza.

Il colmo dell'incontro e il tentativo di dargli una carica politica è stato vista da parte del dipendente di Sienambiente di provenienza extracomunitaria. Dagli slogan lanciati da esso e il modo in cui l'ha fatto, ha influenzato l'aula di applaudirgli, ma alla questione che non era assolutamente pertinente al motivo dell'incontro.

Ma la difesa che ha preso il dipendente extracomunitario di Sienambiente verso la ditta che gli ha dato il lavoro e verso il Partito Democratico, mi ha indotto ancora una volta di porre una legittima domanda al Sindaco Coccheri: perché si continua a ricevere i cittadini nelle sedi del PD, per non dire che i volantini portano sempre la simbologia del PD?!!! Quando è che il Sindaco sarà un rappresentante di tutti i cittadini e smette a sbattere in faccia al mondo la propria provenienza politica?!!!

Mi sorge un legittimo sospetto verso l'imparzialità nelle decisioni del Sindaco cosi fortemente circondato dai logo e vessilli del PD... Spero di sbagliarmi.

Comunque sia, l'immigrato, dipendente Sienambiente, ha puntato il dito verso i poggibonsesi italiani, incolpandoli in ingratitudine verso la Sienambiente che cito: "fa di tutto" (!?) per eseguire la legge che ci impongono dall'alto e che può fare Lucia (indicando il sindaco) che deve eseguire gli ordini dall'alto?! Ma dovete ringraziare la Sienambiente per quanto fa?!!! - insisteva l'extracomunitario.

Questo intervento ha spinto un'altra cittadina italiana, ex-extracomunitaria anche lei, proveniente dall'ex Unione Sovietica, di rivolgersi all'aula e condividere i sentimenti che la affliggevano di sentire uno come lei ad agitare la mano verso l'assemblea. Al suo dire, non ha dubitato minimamente all'importanza di fare la raccolta differenziata, ma si è ritrovata tradita, come tutti i cittadini, dal modo in quale la Sienambiente esegue il ritiro rifiuti perché è una violazione delle libertà essenziali nella società civile e democratica. Mentre era stupita dal discorso del dipendente extracomunitario della Sienambiente perché incitava gli italiani ad un antico modo da schiavi di adulazione incondizionata del loro "padrone"?! dimenticandosi che il diritto e il senso della libertà, una volta conquistata con il sangue, è gelosamente custodita dalla società italiana. E' inammissibile che una Spa influisca e sopprima la libertà della popolazione e quest'ultima non possa difendersi?!. La concittadina ha insistito che il nuovo modo raccolta porta a porta è accettabile solamente e esclusivamente se il ritiro sarà effettuato giornalmente. E' stata approvata da tutti i cittadini presenti, notando inoltre che i nuovi camioncini della Sienambiente hanno invaso il centro di Poggibonsi (spostandosi contro mano ! e lontani dai limiti dell'orario previsto) e l'intensità della circolazione dei camioncini mezzo vuoti fa pensare che non sono utilizzati nel modo sufficiente, ottimale e efficace.

Quest'ultima affermazione ha spinto di intervenire un altro cittadino, dirigente di una grossa azienda, che ha fatto notare alla Sienambiente che, visto come stanno le cose, con un piccolo intervento tecnico e senza!!!! ulteriore aumento di tasse è possibile far sì che i camioncini siano leggermente modificati per un ritiro quotidiano di tutte le tipologie di rifiuti.

Nei giorni successivi dell'incontro non ho letto ancora nessun resoconto a proposito, e, visto che Poggibonsi ospita la MIV (mostra intersettoriale valdelsa 2009), ci approfittiamo della situazione, mandando questo messaggio anche ai componenti della MIV.

Noi, cittadini del centro di Poggibonsi, intendiamo di mettere i sacchetti d'immondizia fuori dalle porte OGNI GIORNO!

Abbiamo tutto il diritto di NON voler vivere nel puzzo, ingombrati e invasi dai sacchi di vari colori e odori, privi della libertà di mangiare il pesce ed altro, impediti di scegliere i giorni per la pulizia di casa, quando le signore (scusate, ma cito un intervento) sono costrette a tenere gli assorbenti per il ciclo mestruale a casa per giorni perché non subentrano nella categoria degli indirizzi per i disabili!!! e così via e così via...

OGNI GIORNO la Sienambiente dovrà eseguire il ritiro SENZA aumentare ulteriormente la bolletta perché il nostro diritto costituzionale!

Signor Sindaco Lucia Coccheri, La invito a prendere parte dei cittadini offesi, ricordandole gli art.art. 13 e 14 della Costituzione, e difendere i nostri diritti sacro-santi perché la Sienambiente si organizzi in modo tale da rispettarli.

E' un avvertimento, non è un ricatto, perché altrimenti personalmente io sono intenzionato OGNI GIORNO di mettere i miei sacchi di immondizia (perché prima dell'esperimento porta a porta era una regola a casa mia - di buttare via il sudicio giornalmente) sulle scale del Comune di Poggibonsi in segno di protesta CIVICA, non politica!

Sono sicuro che mi seguiranno tutti i cittadini, se le loro giuste lamentele non saranno sentite, trasformando il presente caso dal locale in NAZIONALE con un'eventuale raccolta delle firme.


Paolo Francesco Barbaccia Viscardi, residente del ghetto sperimentale di mondezza di Poggibonsi

lunedì 5 ottobre 2009

Poggibonsi. Diario dal ghetto sperimentale di mondezza. Settimana n.2

Estratti dal diario.
Sabato. 3.10.2009. Ore 8.35.
Fuori dalla finestra sento parlare uno dei nostri vicini con l'autista del camioncino della raccolta rifiuti.

-"E no, oggi non si prende quel sacchetto, è verde. Questo si butta mercoledì!"

-"Ma è pieno..."

-"Lo so..."

-"E come faccio?"

-"Mettilo sotto una campana..." (!!!)

Bisogna dire che quel camionista è stato magnanimo con l'ingenuo e "mal istruito trasgressore" delle nuove regole raccolta rifiuti perché l'ha risparmiato dal bollino rosso che invece ha ricevuto per due mattine consecutive un altro vicino.

La mattina del 3 ottobre mi è capitato di rimanere per un po' nella cucina che da sulla strada e annotare i passaggi dei camioncini che sempre, stranamente, vanno contro mano.
Dalle 8.00 alle 9.40 sotto la finestra ho visto passare 6 camioncini ... o 1 camioncino a passare ben 6 volte ?...
Per capire quale ipotesi era vera, mi sono accostato per cronometrare la prossima apparizione del camioncino. Ed eccolo!
Ore 10.25 - Camioncino.
Ore 10.27 - Camioncino.
Ore 10.28 - Camioncino.
BASTA! Allora dalle 8.00 alle 10.28 sono passati 9 camioncini, soffermandosi dove necessario.
Essendo un essere umano in qualche modo dotato di capacità di ragionare, a questi punti è lecito il mio stupore di non poter collegare il via-vai dei camioncini con il discorso di ecologia dell'ambiente. O quelli sono elettro camioncini che non inquinano l'aria?



E quel rincaro della bolletta che abbiamo visto arrivare dall'Ufficio Tariffe Igiene Ambientale serve per pagare i camioncini, i camionisti e la benzina?
Perché lo smistamento dei rifiuti lo stiamo facendo noi, cittadini,
il magazzinaggio
dei rifiuti lo stiamo facendo noi, cittadini.
Una società S.p.A Siena Ambiente con l'approvazione del Comune di Poggibonsi stanno sfruttando il lavoro di tutti noi per peggiorare l'ambiente delle nostre case, sottraendoci invece le tasse elevate senza vergognarsi affermando che tutto ciò serve per migliorare la qualità della nostra vita: un'altra iniziativa a misura di uomo? Un'altra bugia a misura di uomo!!!

Sul volantino che invita la cittadinanza a parlare della nuova procedura della raccolta differenziata "porta a porta" è presente la sigla del Partito Democratico. Così siamo anche indirizzati verso i responsabili della beffa dell'igiene ambientale nel centro storico di Poggibonsi, ma dobbiamo farvi notare che vi è presente un nome della persona che potrà spiegare tante cose sulla situazione vergognosa del nuovo modo di raccolta rifiuti durante l'incontro del venerdì 9 ottobre nella Sala "La Ginstra".
Ed è l'ex Presidente di Siena Ambiente Spa dal 2003 al 2009, lo stesso Sindaco Lucia Coccheri che sicuramente sarà stata una degli artefici di costrizione dei propri cittadini a vivere dal 21 settembre dei disagi morali e igienici, per la valutazione dei quali intendiamo coinvolgere il Dipartimento della Prevenzione dell'Uffico Igiene e Sanità Pubblica dell'Azienda USL 7 di Siena (Zona Alta Val d'Elsa).
E il Signor Sindaco ci dovrà dire come intende di cambiare la disastrosa situazione che vivono le famiglie del centro storico di Poggibonsi oggi.
Secondo me il ritiro "porta a porta" deve essere giornaliero - altrimenti saremo noi, cittadini esasperati, a indurre il Sindaco da noi eletto (non da me) di ritornare al vecchio modo di raccolta rifiuti!





"La Voce della Toscana" il venerdì verrà insieme agli altri cittadini ad ascoltare il Sindaco e l'Assessore all'Ambiente, ma per ora "La Voce della Toscana" da il BOLLINO ROSSO al Signor Sindaco di Poggibonsi e alla società S.p.A Siena Ambiente per la loro iniziativa di pensare esclusivamente al miglioramento del riciclo dei rifiuti (a spese dei cittadini del centro storico), e per il loro "contributo" a peggiorare drasticamente la qualità di vita dei cittadini del centro!
Non siamo sudditi delle società Spa, ma siamo sovrani che eleggiamo i sindaci a servizio della nostra comune società (!!! nota nostra)


lunedì 28 settembre 2009

Poggibonsi. Diario dal ghetto sperimentale di mondezza. Settimana n.1



Diario- buffa odor di...pesce putrefatto.
Per la raccolta differenziata mi sono preparato in anticipo. Ingenuo, sono andato al centro commerciale e ho comprato 1 (!!!) contenitore per raccolta differenziata. Tornato a casa, ho scoperto che
avevo bisogno di più contenitori, ma per la mia piccola cucina, così comune per il quartiere storico delle cittadine italiane, anche quel uno che ho acquistato era di troppo perché ha ingombrato lo spazio. Però, ricordando che ho promesso a me stesso di applicare tutto il mio senso civico gentilmente richiesto dal Comune di Poggibonsi ai residenti del centro storico, ho iniziato la raccolta differenziata.
Con qualche difficoltà iniziale, in 2-3 giorni ho cominciato di non sbagliare i colori delle buste e, assiduamente e costantemente consultando la promemoria, sono riuscito a non sbagliare i tipi di rifiuti, i colori pacchi, i giorni della raccolta.
Il mio problema è iniziato il mercoledì scorso perché abbiamo avuto la disgrazia di fare il pranzo a base di pesce. L'odore ci ha disturbato, ma giorno dopo fortunatamente ci siamo liberati della busta mal odorata, decidendo di pianificare il nostro menu secondo il ritiro rifiuti organici: ciò è
mai "pesce" lunedì, martedì, giovedì e sabato altrimenti la cucina, oltre ad essere ristretta dai contenitori e sacchi, potrebbe diventare invivibile per colpa degli odore sgradevoli che ognuno di voi conosce già bene.

Tuttavia non è finito lì. Le vaschette, contenitori di frutti di mare, lì abbiamo giustamente messi nel sacco verde, dove, secondo le indicazioni dell'informativa sono andati a finire i contenitori di latte, vaschette di carne, scatolette e lattine varie e cose simili.

Dopo 2-3 giorni ci siamo accorti che i rifiuti per il sacco verde nella nostra casa prevalgono altri tipi, ci siamo accorti che l'odore che emanava questo sacchetto era forte e insopportabile, ma peggio di tutto che, cominciando a riempirlo da lunedì 21 ci toccava aspettare mercoledì 30 settembre, in poche parole, abbiamo cominciato ormai a riempire il terzo sacchetto verde, ma dobbiamo aspettare ancora fino a mercoledì per buttarlo via - 10 giorni di sporcizia, puzzo e sacchi per terra!!!

Non so per quale motivo o secondo quale malvagio o stupido progetto il Comune di Poggibonsi ha preso di mira il centro storico, riducendo le cucine dei residenti in numerose piccole, ma mal odorate discariche, ma so che questo è una molestia contro di noi, è un dettato da parte dell'amministrazione comunale a costringere una parte dei cittadini alle sofferenze e mondezza.

Ora, voi, cari concittadini, quelli che vivono dentro e fuori dal ghetto del centro storico, e quelli che concordano con me, vi prego di aiutarci a cambiare questa situazione goliardica, questa marasma urbana proclamata di servire a portare benefici per l'ambiente e anche per l'economia, ma che costringe 3.400 famiglie (circa ottomila residenti) ad un'esistenza umiliante e anche nociva per la salute.
Attenzione Signor nuovo Sindaco e Società che gestisce questa beffa sociale:
Stamattina ho sentito già i vicini a lamentarsi dalle finestre aperte ed è solamente l'inizio- non tutti hanno i soffitti, i garage, o le terrazze per tenere i sacchi con l'immondizia. La pazienza ha un limite.

Paolo Francesco Barbaccia Viscardi, residente del ghetto sperimentale di mondezza di Poggibonsi

venerdì 18 settembre 2009

"...in virtù del senso civico..." o l'esperimento destinato a fallire



Da lunedì il 21 settembre entrerà in funzione a Poggibonsi la raccolta differenziata "porta a porta", un servizio di ritiro dei rifiuti a domicilio.
Diamo un'occhiata solo alle due modalità di raccolta rifiuti.
L'organico sarà ritirato tre volte (lunedì, giovedì e sabato), l'indifferenziato due volte (martedì e venerdì).
Non so se le nostre spettabili casalinghe e i loro famigliari si abitueranno di non buttare via i sacchetti ogni giorno, sigillandoli bene ed aspettare il turno del ritiro?...
Al momento dell'annuncio della raccolta "porta a porta", "La Voce della Toscana" ha appoggiato l'iniziativa, ma veramente abbiamo sottinteso il giornaliero ritiro dei contenitori.
Proprio in virtù del senso civico non mi ribellerò subito a questo modo non civico di costringere le persone di conservare i rifiuti a casa per diversi giorni.
Ma visto che tale iniziativa è ancora in modo sperimentale, invito tutti i cittadini della zona interessata alla raccolta "porta a porta", nel caso che le mie paure fossero fondate, di mettere i sacchetti con dei rifiuti "alla porta" del Comune per provare di respirare agli ideatori di tale esperimento l'aria che dovremmo respirare noi con tutto ciò che nei contenitori in due giorni andrà in putrefazione.
E sarò io di farlo per primo lasciando accanto al mio sacchetto un mio biglietto da visita.

Paolo Francesco Barbaccia Viscardi, direttore del Giornale periodico online "La Voce della Toscana"

venerdì 7 agosto 2009

"La Voce della Toscana" a nome della comunità georgiana della Toscana

Poggibonsi, 14 agosto 2008.
















LEZIONI DI GUERRA - RIFLESSIONI SULL'ACCADUTO

Oggi è un anno dall'inizio del conflitto militare tra la Russia e la Georgia.
Che cosa realmente sia successo e stia accadendo da decenni in questa regione martoriata dai conflitti etno-religiosi e territoriali? Si sa bene che la guerra non viene combattuta da una parte sola, quindi invece di indagare chi fosse ad iniziare l'intervento militare, dobbiamo andare alle radici della contrapposizione. Innanzi tutto dobbiamo sfatare il mito che il conflitto in questa regione sia nato nel 1991 dopo la caduta dell'Unione Sovietica.
La Georgia fu fondata come stato indipendente e democratico nel 1918 il 26 Maggio dopo essersi distaccata dalla Russia Bolscevica del dopo-zarismo. Il Pre-accordo dell'indipendenza consisteva nella neutralità della Georgia (in Georgia si trovavano le truppe tedesche e inglesi che garantivano l'indipendenza della neonata repubblica democratica del Caucaso). La Georgia acconsentì la richiesta della Russia e liberò il territorio dalle truppe straniere, ma dal 1920 la Russia Bolscevica iniziò l'invasione della Repubblica democratica della Georgia che finì il 25 febbraio del 1921 con l'entrata dell'Armata Rossa in Tbilisi.
Krusciov nelle sue memorie scriveva sull'invasione del'21 ricordando come i cittadini guardavano l'armata rossa invadere il loro paese: “la popolazione georgiana ci guardava con tanto odio”, come pure è conosciuto un altro detto di Krusciov: “Voi georgiani in realtà sotto la maglia rossa indossate la maglia bianca" (in chiaro riferimento al movimento “menscevico”).
L'Impero Russo zarista non esisteva più sostituendosi con l'Impero Russo Sovietico. E proprio lo stesso meccanismo imperialista muoveva prima e muove oggi le azioni degli uomini del potere sovietico e post-sovietico.
I movimenti separatisti sullo spazio ex-sovietico delle repubbliche indipendenti si sono alimentati e sono aiutati in vari modi da servizi russi e rappresentano una forma di controllo e d'influenza della Russia sui suoi ex domini all'interno della CSI (Comunità degli Stati Indipendenti) ed oltre.
La Russia utilizza la questione dell'energia come una delle leve per manipolare gli eventi politico-sociali in Georgia e nell'Europa e fa di tutto per rimanere il fornitore di gas e petrolio esclusivo e dominante.
Per impedire che la Georgia possa rinvigorirsi e riprendere lo sviluppo industriale, la Russia fa di tutto per impedire che alcun gasdotto passi per il territorio georgiano.
L'accordo tra l'Eni e Gazprom del 6 del agosto scorso sul gasdotto "South Stream" sì converrà all'Italia per ripararsi dalle possibili crisi del gas nel futuro, ma vorremmo ricordare al Governo Italiano un vecchio detto di "non metter le uova sotto una gallina". Da qui è un fatto positivo l'accordo sul gas con l'Algeria. Ma prima che l'Italia riesca ad uscire dall'alta dipendenza energetica estera, bisogna riflettere sulla possibile alternativa al gas russo, bisogna cercare altre "galline" per le uova.
Torniamo alle origini del conflitto militare russo-georgiano dell'agosto scorso e per questo andiamo con le memorie negli anni lontani quando allora il presidente georgiano Shevardnadze scampò per miracolo ad un gravissimo attentato, ferendosi in modo abbastanza serio. Il presidente russo Boris Eltstyn si è complimentato con il presidente georgiano, però durante il colloquio telefonico prima di salutarsi, si rivolse a Shevardnadze con le parole: “smettete di fare gli accordi inerenti all'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan perché quel oleodotto deve passare sul territorio russo (la costruzione dell'oleodotto fu iniziata nel 1995 con l'inaugurazione dell'esso nel giorno del 13 Luglio 2006, gas del Mar Caspio passa sul territorio georgiano fino alle coste del Mar Mediterraneo). Bisogna notare inoltre che la Georgia che dipendeva completamente dai combustibili russi, riusci di passare anche a quelli di Azerbaigian, liberandosi dal totale dominio del Gazprom sulla propria energia e uscendo dal buio nel senso diretto.
Arrivando alla questione di influenza internazionale della Russia, soffermiamoci sul fatto come con il proprio veto all'Organizzazione delle Nazioni Unite la Russia impedì la presenza dei caschi blu e quelli degli osservatori dell'OCSE in Georgia, entrando sui territori contestati sotto la veste degli osservatori della pace con la promessa di far tornare i profughi di etnia georgiana nelle proprie case. Niente di tutto ciò, passavano gli anni mentre stranamente proprio lì alla popolazione locale sul suolo georgiano distribuivano i passaporti russi e come per miracolo proprio "la difesa dei cittadini russi sul territorio georgiano" divenne il pretesto dell'intervento militare da parte della Russia nell'anno scorso.
Nel febbraio 2007 nel suo discorso l'ambasciatore della Russia in Georgia disse: la Russia vuole vedere la Georgia indipendente, territorialmente integra e neutrale (la stessa condizione richiesta nel lontano 1921 alla repubblica democratica della Georgia).
La Georgia post-sovietica scelse la via democratica di sviluppo e per cui, interferendo sulla sua integrità territoriale, aiutando, alimentando lo scisma e il separatismo, la stessa Grande Russia influisce di nuovo sull'indipendenza della nuova Georgia.
Non volendo che la confinante Georgia seguisse il percorso occidentale, la Russia cerca di mettere i bastoni fra le ruote per impedire la prosperità e il benessere della sua vicina riottosa. Però sono sempre di più i paesi che scelgono una via democratica di vita e la Russia sta perdendo i colpi e gli amici, basta nominare l'alleato più fidato come la Biellorussia che non ha voluto riconoscere le repubbliche separatiste-marionette della Russia e farlo erano le uniche la Russia stessa e la Nicaragua (UE si è complimentata sulle aperture democratiche della Bielorussia verso la stampa locale).
Cosa possiamo dire in conclusione di questa riflessione sull'accaduto nel agosto del 2009 sul territorio della sovrana Georgia?
Con un intervento quasi tempestivo della Francia e del suo Presidente Nocolas Sarcozy, allora Presidente UE di turno, fu evitato il peggio, fu impedito per un pelo lo scenario del lontano 1921 dell'annessione della Georgia alla Russia. Però il piano di ritiro delle truppe russe non viene rispettato e i territori occupati si dichiarano indipendenti. La Georgia vede il suo territorio occupato di un quarto e bussa alle porte dell'Europa per una giustizia per la sua sovranità.
Ma prima di tutto i georgiani attendono dall'Europa con tanta speranza ogni passo progressivo per l'incremento della loro economia, mentre per l'Europa l'investimento anche nella costruzione del gasdotto Nabucco significherebbe uscire dalla dipendenza drastica dal petrolio russo. La Russia sarà costretta a trattare con il mondo in modo diverso come fece con la Georgia l'anno scorso perché è anche negli interessi suoi di fare commercio e di riuscire a superare la crisi economica che rende la vita della popolazione russa estremamente difficile.
Il russo detto è chiaro "Se vuoi la pace, fai i preparativi per la guerra", ma anche l'Europa deve essere chiara con la Russia perché oggi l'ideologia "dividi e impera" diventa sempre più pericolosa - bisogna fare di tutto per conservare una pace giusta, ma non a tutti i costi.
Che le vite umane spezzati nei conflitti militari, anche in quello di agosto scorso, sia da parte georgiana che da parte russa, non siano svanite nel dimenticatoio e non li si aggiungano altre vittime delle guerre dove non ci saranno mai i vinti e i vincitori.
Riflessione, raccoglimento nella preghiera per le loro anime, ma anche per un domani più sicuro che prima.
Però a tutte le riflessioni si aggiunge un altra:... il gasdotto Nabucco insieme al gasdotto Southstream fornirà l'energia all'Europa, ma tutti e due passeranno per la Turchia che un giorno presenterà il conto ai destinatari...


Il movimento "La Voce della Toscana" a nome della comunità georgiana della Toscana.

Fotogalleria







La Fotogalleria a cura del

DEL MINISTERO DI STATO DELLA DIASPORA