domenica 14 agosto 2011

"Sovrana Casa di Svevia Principato di Leuca"



COMUNICATO STAMPA


In occasione dell'VIII° "Gran Premio Principato di Leuca" che si svolgerà a Gallipoli si preannuncia, nella seconda metà del prossimo mese di settembre, una visita nel territorio salentino del Principe Paolo Francesco Barbaccia Viscardi.

Durante tale visita sono previste consultazioni ed incontri con le persone, gli enti interessati e le autorità per eventuali proposte e accordi riguardanti una maggiore efficienza e sviluppo del progetto di marketing territoriale denominato "Principato di Leuca".

Progetto è stato lanciato nell'anno 2004 ad iniziativa dell'Associazione "Salento-Faro dei due mari" con il Patrocinio del Comune di Castrignano Del Capo e accolto dal Principe Barbaccia Viscardi.

Il progetto fino ad oggi ha espresso solo l'evento "Gran Premio Principato di Leuca" ed altre iniziative private, non concordate con l'unico ed esclusivo detentore del marchio "Principato di Leuca"- trascritto nel Cerimoniale di Stato della Repubblica italiana (vedere atti della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2009, pagine 80-81) "Paolo Francesco Barbaccia", "Sovrana Casa di Svevia Principato di Leuca" - doc.PDF scaricabile)

Il Principe Barbaccia Viscardi nella sua visita nel Salento sarà accompagnato dal Gran Cancelliere Magistrale e dal Consigliere Dipartimento Finanza-Legale dell'Ordine Teutonico della Sovrana Casa di Svevia.

_______________________
Sovrano Ordine Militare ed Ospitaliero di Santa Maria di Gerusalemme Teutonico di Svevia
THE ORDER OF ST. MARIA OF JERUSALEM (TEUTONIC ORDER) OF THE HOUSE OF ANTIOCH AND SVEVIA
www.teutonici.com Engl.: www.swabia-teutonic.org www.teutonic-us.org
Via Carlo Iozzi, 14

53036 Poggibonsi (SI)
Italia




venerdì 22 luglio 2011

" ITALIANI BRAVA GENTE "



"LA VOCE DELLA TOSCANA"

" ITALIANI BRAVA GENTE "


Dott. Giuseppe Torcivia



Quando questo articolo sarà pubblicato forse il vergognoso, penoso, crudele e fastidioso problema dei tickets sulle ricette, sulle analisi mediche, sulle visite specialistiche e il mancato adeguamento delle pensioni saranno in essere in parte o in toto.

Conosciamo persone che sono costrette a vivere con meno di 500 euro al mese;pensioni misere dalle quali bisogna detrarre l'affitto, le spese del riscaldamento, luce, gas,telefono (tanto utile per le persone anziane che vivono da sole) e con il rimanente della misera pensione devono mangiare, curarsi e vestirsi.

Molte di queste persone bene che vada da anni arrivano al 15/18 del mese per i rimanenti 15/12 giorni devono fare i salti mortali, inventarsi qualcosa, privarsi di molte cose.ORA ANCHE DELLE MEDICINE!!!! ORA ANCHE DEL PRONTO SOCCORSO!!!!

E' triste storia di sempre vedere in fila milioni di italiani. In fila davanti ad una ASL, sotto la pioggia o un sole cocente; ore di attesa, assonnati, stanchi, sconsolati, offesi.

Qualche vecchietto si è preso qualche malanno, qualcun altro ci ha rimesso la vita; i giornali ci hanno riferito di questi tristi episodi.VERGOGNA della vergogna. E' crudele giocare sulla pelle della povera gente.

Milioni di pensionati, vittime più palesi e dirette della confusione e dall'ingiustizia prodotta in questo settore importante della società: la sanità.

Milioni di famiglie con redditi molto bassi che un tempo hanno dovuto subire anche la farsa tragica "dei bollini", oggi il mancato(parziale o totale) adeguamento delle pensioni e di nuovo alle prese con tickets, mezzi tickets, abolizione delle cure termali ecc. La tanto decantata prevenzione è andata a farsi benedire.

Vediamo sempre milioni di persone correre agli sportelli, pazientare in fila per pagare tasse, sopratasse balzelli vari.

Milioni di persone tartassate, spremute come limoni, offese nella propria dignità che avrebbero tutto il diritto di dire basta! invece li in fila pazienti a fare il loro dovere di cittadini onesti, democratici e civili.

Ma è civile questo Paese che tratta i suoi pensionati, i suoi vecchietti, i suoi cittadini in questo modo?

La classe dirigente di questo Paese che non è più in grado di garantire una vita dignitosa, la salute a molti cittadini, poco sensibile verso persone che sono state colpite due volte: perché nate povere, perché la natura non è stata loro benigna avendo sempre necessità di farmaci di cure continue, dovrebbe togliere immediatamente il disturbo a sbarcare in altri lidi.

Abbiamo letto delle lamentele delle industrie farmaceutiche e dell'Ordine dei farmacisti che accusano percentuali elevate di meno nelle vendite.

Qualcuno ha azzardato l'ipotesi, poi convalidata da molti fatti, che la gente è stata costretta ad abbandonare cure e terapie iniziate per risparmiare o perché non è più in grado di sostenere le spese per una pur minima cura.

Ecco cosa hanno prodotto ieri e cosa produrranno oggi le nuove norme in materia sanitaria in barba alla moderna riforma sanitaria che dovrebbe garantire con le cure preventive meglio la salute dei cittadini.

Che dire del cosiddetto "ceto medio" "ricco", di quelli con uno stipendio o pensione medio-alto(!!??!!) perché possono permettersi il lusso di pagare tutto: medicine, analisi, esami vari, cure termali, visite specialistiche, tutto.

Siamo allo sfascio generale, alla confusione più completa, alla inumana indifferenza. Ecco allora presentarsi sempre in queste occasioni il turno di "PANTALONE"

In fila per pagare, in fila per il bollo auto, in fila per il canone RAI, in fila per l'ospedale, in fila per morire!

Non si può scherzare sulla salute dei cittadini, non si possono emanare disposizioni che di colpo sconvolgono la vita di milioni di persone e gettano nella disperazione tanti poveri e intaccano pesantemente le finanze di cittadini, classificati "ricchi", ma "ricchi" non sono. Cittadini che dopo avere raggiunto un modesto e dignitoso tenore di vita vedono con norme vessatorie minacciati anni di sacrifici, di lavoro, di risparmi.

Noi denunciamo fortemente questo andazzo, questo modo superficiale di trattare delicatissimi problemi come quello della salute pubblica e della previdenza e nel contempo non possiamo non apprezzare la pazienza, il senso civico dei cittadini italiani che pur "spremuti", tartassati, credono e vogliono credere ancora in uno Stato democratico, moderno, civile, umano.

A tutta questa gente, ai milioni di pensionati, ai "precari", ai "nuovi poveri" e ai "nuovi ricchi ", a tutti coloro che vengono pesantemente colpiti da queste ingiuste e crudeli norme va il nostro : "Italiani brava gente".
Alla nostra classe dirigente ........................... ci rimettiamo al giudizio degli storici.


sabato 14 maggio 2011

"Avanti - molto resta da fare"



"Avanti - molto resta da fare"...

  (  Don Giovanni Bosco ) 


    
 
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S.E. Dott. Giuseppe Torcivia
Cavaliere di Gran Croce di Giustizia dell'Ordine Teutonico della Sovrana Casa di Svevia
Gran Cancelliere Magistrale

Ambasciatore Plenipotenziario Dell'Ordine




Oggi i Cavalieri teutonici della Sovrana Casa di Svevia possono essere considerati i custodi della continuità di una tradizione secolare che intendono proiettarla nel futuro. Essi sono il simbolo di un pregevole e nobile impegno al servizio della collettività, di una società dove la solidarietà, il rispetto degli altri, la fratellanza sono valori che in molti si sono affievoliti o del tutto scomparsi. I Cavalieri Teutonici di Svevia sono consapevoli che in questo mondo non esistono uomini perfetti ma solo intenzioni perfette; non esistono grandi uomini ma solo grandi azioni che gente normale come loro hanno saputo compiere. Tutto si è realizzato e si realizza pienamente solo attraverso uno sforzo collettivo, un'opera corale, un impegno comune. L'Ordine dei cavalieri Teutonici esiste per servire e non per essere serviti; la grande Famiglia Teutonica sparsa in tutto il mondo raccolta attorno al Gran Maestro Ereditario, Principe Paolo Francesco Barbaccia Viscardi, vive per andare incontro ai più deboli e non per cercare posti comodi tra i più forti. I Cavalieri Teutonici non barattano i valori in cui credono per farli trionfare con l'esempio, l'azione quotidiana, spesso o quasi sempre con sacrifici personali. La forza dell'Ordine viene dalla stima della gente perché l'Ordine è vicino ad essa e perché ai valori fragili oppone valori forti.
Mi piace sempre ricordare le parole di Papa Giovanni XXIII : " ...Chi è portatore convinto di questi valori e osservatore attento e generoso delle necessità umane non può avere nella storia un compito di retroguardia, ma è chiamato a far avanzare il mondo ". Forti di questa consapevolezza i Cavalieri non chiamano problemi quelli che per molti sono soli fastidi. Desiderosi di riuscire, sempre e in meglio, a far convivere tradizione ed azione nella evoluzione. Tutti proiettati verso un nuovo modo di vivere il futuro perché, se Dio lo consentirà, è li che trascorreranno il resto della loro vita, dolce o aspra, difficile o agevole, breve o lunga; è li che svolgeranno le azioni quotidiane per un mondo migliore e più giusto. Tutto ciò che di bello e importante è stato fatto dall'Ordine è frutto di una grande armonia,di una intensa condivisione di valori tra Principe-Gran Maestro, Padri Spirituali, Priori, Cavalieri, Dame rappresentando i sogni e la realtà del passato nel valore del presente. Armonia, compattezza, condivisione sono essenziali per l'Ordine. Una catena è forte se più forti sono i suoi anelli. I Cavalieri hanno bisogno della vicinanza e del plauso della gente perché vivono anche di soddisfazioni, di emozioni che rallegrano l'anima, riempiono la vita,d anno gioia, vigore nell'affrontare sempre più nobili impegni in modo instancabile e determinato. Nella consapevolezza che se molte volte la mente pone dei limiti il cuore li saprà superare.
I Cavalieri Teutonici hanno una storia leggendaria, sono famosi, sono importanti, ma non potenti; sono orgogliosamente disponibili, ma umili. Non dispongono di grandi mezzi e non possono fare molto da soli; possono contribuire a migliorare la società soltanto con l'aiuto della società stessa. Consapevoli che bisogna sempre dare, dare per ricevere e poi distribuire, ricevere e poi dare. Fiduciosi di poter contare sul cuore dei più fortunati, dei più disponibili, dei più sensibili, degli affiliati, degli amici e dei simpatizzanti dell'Ordine, non per quello che è stato fatto ma soprattutto per quello che possono fare e per dare sempre di più. I Cavalieri Teutonici della Sovrana Casa di Svevia sono fieri dei nuovi ruoli che l'Ordine recentemente ha conquistato : essere nel DIPARTIMENTO DELLE NAZIONI UNITE PER GLI AFFARI ECONOMICI E SOCIALI- UN (DESA)-Filiale O.N.G, integrato nella Civil Society Organizations (CSO); essere nel REGISTRO DEI RAPPRESENTANTI DI INTERESSI DELLA COMMISSIONE EUROPEA tra gli ENTI NON GOVERNATIVI ( O.N.G.), elencati nella The World Association of Non-Governmental Organizations (WANGO). Mentre sono in corso altre importanti iniziative istituzionali e quelle di collaborazione internazionale e di partecipazione sociale al livello mondiale.
Sicuri che per molto tempo ancora gli storici continueranno a scrivere pagine e pagine di successi, di traguardi; racconteranno episodi esaltanti, azioni nobili, imprese importanti e così la leggenda dei Cavalieri, con la croce nera sul mantello bianco continuerà a vivere negli anni a venire-
" ..Avanti ..........................molto resta da fare ".

sabato 30 aprile 2011

Pellegrino per amore sulle strade del mondo


Papa Giovanni Paolo II era ed è un amico non solo dei credenti, ma di tutti.
Gioiamo!


Principe Paolo Francesco Barbaccia Viscardi
degli Hohenstaufen di Svevia,
Gran Maestro dell'Ordine Teutonico della Sovrana Casa di Svevia






Ascoltare l'inno della Beatificazione qui

Inno al Beato Giovanni Paolo II

Rit. Aprite le porte a Cristo!
Non abbiate paura:
spalancate il vostro cuore
all’Amore di Dio.

  1. Testimone di speranza
    per chi attende la salvezza,
    pellegrino per amore
    sulle strade del mondo. Rit.

  2. Vero padre per i giovani
    che inviasti per il mondo,
    sentinelle del mattino,
    segno vivo di speranza. Rit.

  3. Testimone della fede
    che annunciasti con la vita,
    saldo e forte nella prova
    confermasti i tuoi fratelli. Rit.

  4. Insegnasti ad ogni uomo
    la bellezza della vita
    indicando la famiglia
    come segno dell'amore. Rit.

  5. Portatore della pace
    ed araldo di giustizia,
    ti sei fatto tra le genti
    nunzio di misericordia. Rit.

  6. Nel dolore rivelasti
    la potenza della Croce.
    Guida sempre i tuoi fratelli
    sulle strade dell'amore. Rit.

  7. Nella Madre del Signore
    ci indicasti una guida,
    nella sua intercessione
    la potenza della grazia. Rit.

  8. Padre di misericordia,
    Figlio nostro Redentore,
    Santo Spirito d'Amore,
    a te, Trinità, sia gloria. Amen. Rit.


Il materiale dal sito http://www.karol-wojtyla.org/

lunedì 11 aprile 2011

SOGNARE UN PAESE NORMALE

"LA VOCE DELLA TOSCANA"

SOGNARE UN PAESE NORMALE


Dott. Giuseppe Torcivia


Il nostro è un Paese di navigatori, poeti, filosofi, letterati, cantanti, di inventori, di tanta brava gente dal cuore grande, oggi, anche di sognatori. In questo Paese dove tutto è cambiato e "stravolto" penso che le persone siano diventate un pò sognatori. Ecco vedete,cari lettori,in ogni persona c'è sempre un bisogno di sognare quando tutto e tutti ti sono contro, cosa ti rimane da fare altrimenti?

Non è poi vero che le cose più belle, quelle che crediamo siano impossibili o difficili da raggiungere le consideriamo sogni?

Quante volte momenti di nostro scoramento sono scomparsi,svaniti o cancellati da un sogno. Questo può aiutarci a vivere,ci spinge ad andare avanti,ci da carica e speranza.

Se in ciascuno di noi c'è una grande fede,costanza e certezza di essere portatori di qualcosa di veramente buono e nobile, quel sogno lo si farà diventare una meravigliosa realtà.

Quanti sogni nella storia del mondo si sono tradotti in realtà?

Quanti grandi della storia sono stati definiti dei sognatori,innamorati dei loro sogni e matti?

Sognatori e matti che suscitando nei detrattori, nei pessimisti e indifferenti, incredulità e scherno,hanno realizzato cose belle,grandi ed importanti.

I matti e i sognatori pensano e sono convinti che la forza delle idee giuste ed oneste possono prima o poi sconfiggere la sordità di coloro che non vogliono ascoltare.

In un Paese dove si celebrano i 150 anni della sua Unità e si osserva ,con grande stupore e sgomento, che vengono omaggiati e premiati dagli elettori coloro che dimenticano e snobbano un importante evento,una grande storia e soltanto ricordano e celebrano "i territori del Nord"; ai matti e sognatori non rimane che sognare una nuova classe dirigente,un governo compatto,un popolo unito, tutti attorno ad una sola bandiera: il Tricolore italiano.

Ecco fino a che punto può arrivare la follia umana. Sognare per immaginare di vivere una realtà diversa. I matti e sognatori si accontentano di sognare un Paese normale,un Paese dove per andare avanti non bisogna far parte del clan o avere l'aiuto di una determinata associazione,o essere amico del potente di turno.

Sognare un Paese dove il cittadino venga seriamente rispettato,una famiglia possa tranquillamente arrivare alla fine del mese,i poveri vecchietti possano condurre una vita serena e i poveri pensionati non vivano di sussidi o beneficenza, ma di dignitose pensioni;i lavoratori precari non arrivino ad età adulta o pensionabile mantenendo sempre lo status di precario.

Sognare un Paese dove le migliori capacità e intelligenze non siano costrette ad emigrare;dove la cultura e la ricerca vengano valorizzate, sviluppate e finanziate.

Sognare una vera e rapida ricostruzione delle zone colpite dal sisma che assicuri "alle comunità morte assieme al sisma" la rinascita dei loro luoghi di ritrovo del tempo che fu.

Sognare un Paese dove un patrimonio artistico, che tutto il mondo ci invidia,non venga lasciato alla incuria e al degrado; un Paese dove funzionano scuole e ospedali,dove ci sia piena e reciproca collaborazione tra lavoratori e imprenditori;dove i giovani possano avere un lavoro(non precario) e farsi una famiglia.

Un Paese dove tutti possano avere cibo,cure,un tetto sotto il quale vivere; dove chi la pensa in modo diverso non lo si consideri un nemico,e la politica non sia una " lotta di potere tra clan ".

Sognare,come scriveva Enzo Biagi : "un Paese in cui l'unico punto di riferimento non è la geografia con i suoi confini, ma la legge uguale per tutti".

Sognare un Paese dove una stretta di mano ha ancora un suo valore e la parola data un impegno d'onore; dove non si parli più di Nord e Sud,ma solo di Italia; di "polentoni" e "terroni" ,ma solo di Italiani.

Pretendono molto i matti,le persone perbene,i sognatori di questo Paese?

Questi sogni diventeranno realtà?

lunedì 28 marzo 2011

Strategia globale, chiare volontà politiche

"LA VOCE DELLA TOSCANA"

"COMPORTAMENTI ESEMPLARI E INTERVENTI MIRATI "


Dott. Giuseppe Torcivia


Il continuo aumento degli immigrati rende difficile ed esplosiva la situazione nelle nostre isole e nelle nostre città

Nel nostro Paese c'è uno stato d'animo di evidente esasperazione per microconflittualità, delinquenza, per il disordine, per l'immagine da Terzo mondo che danno molte strade e zone di periferia delle città. Si ha la sensazione che la gente viva in una situazione di scarsa tutela.

La situazione nelle città, grandi o piccole, è sempre tesa e a mantenere l'allarme contribuisce un insieme di piccoli e grandi spiacevoli episodi, di violenze, di insofferenze. In tutte è in atto una vera e propria escalation della violenza e della intolleranza; sembra che la certezza del diritto in molte zone del paese non sia più garantita da tempo.

L'Italia è divenuta la terra promessa dei poveri del mondo e terreno di "caccia" e di "conquista" di personaggi di tutte le risme. Il nostro Paese è sempre stato "invaso" pacificamente da milioni di turisti, oggi è sempre più invaso da poveri disgraziati che cercano un lavoro qualsiasi da noi, da vagabondi, accattoni, da veri o falsi perseguitati politici, da prostitute, da sbandati.

Uno stato democratico deve garantire libertà di movimento a tutti, ma SOPRATTUTTO HA UN DOVERE SUPREMO:GARANTIRE LA SICUREZZA E IL BENESSERE DEI PROPRI CITTADINI.

Un piatto di minestra, un pezzo di pane non si può negare a nessuno, ma non si può promettere a tutti, cittadini e immigrati:case, posti letto negli ospedali, lavoro, quando queste cose sono insufficienti già da ora.

In questo modo si fa soltanto del populismo e della demagogia. Non si può dividere una casa , un posto letto in ospedale o un lavoro. Non si possono assegnare o riservare, come fanno o deliberano alcune amministrazioni comunali, aree attrezzate e rifornite di acqua, luce e servizi igienici a gruppi di nomadi e sbandati vari, quando in molte nostre città la gente non sa cosa sia verde pubblico attrezzato o" spazi riservati" al pubblico. Sappiamo benissimo tutti quanti che ci sono cittadini di questo nostro Paese che vivono ancora in case malsane senza acqua, senza luce, prive delle primarie strutture igieniche.

Non si può promettere a tutti gli immigrati una sistemazione, un lavoro che difficilmente potranno avere. E' inconcepibile, é pericoloso aprire le porte a tutti perchè le nostre città non sono e non saranno in grado di assorbirli mentre scoppiano sotto il peso di numerosi problemi.

In questo modo si alimenta una conflittualità permanente, una guerra tra poveri dagli sviluppi imprevedibili.

Un detto cinese recita : se uno ha fame non dargli un pesce ma insegnagli a pescare.

Questo devono fare l'Italia e i governi europei e del mondo: dare una mano di aiuto concreto ai poveri, portare tecnologia, mezzi, istruirli e coordinarli nei loro paesi. L'elemosina non serve, offende la dignità delle persone, mortifica ed annulla la loro capacità di fare. Aiutarli in tutti i campi perchè tanta gente in giro per il mondo possa avere la possibilità di una vita dignitosa nel proprio paese d'origine.

L'industrializzazione, lo sviluppo di questi territori, la soluzione di annosi problemi, alla lunga produrranno indubbi benefici alla comunità internazionale. Si avranno meno conflitti e tensioni; potrà essere garantito un migliore equilibrio economico; milioni di emarginati saranno inseriti nel circuito del mondo del lavoro; risorse materiali ed umane, attualmente trascurate e non valorizzate, potranno essere utilizzate.

Le forze dell'ordine sono impegnate 24 su 24 ore su tutti i fronti, ma sembra che il loro sforzo non sia adeguato alla ampiezza del fenomeno. Mancanza di mezzi, di strutture adeguate e di uomini forse rendono difficile e poco incisivo il compito loro assegnato e meno efficace il controllo del territorio.

Comunque si sbaglia se si affida la soluzione del problema soltanto ad una operazione di polizia , o a interventi isolati, o semplicemente allo spostamento di masse di immigrati da una isoletta ad un "villaggio della solidarietà".

Quel che occorre è una strategia globale, chiare volontà politiche, un impegno serio e coordinato del governo centrale con le amministrazioni locali e regionali e con i governi degli altri paesi europei e del mondo.

venerdì 11 marzo 2011

150 anni... "per fortuna o purtroppo"...?


Il telegramma a nome del Presidente Sandro Pertini mandatomi dalla Sig.ra Diana Ruggi, sua Segretaria PERTICOLARE, (un errore di battitura che mi fa sorridere perchè fa un richiamo al cognome del Presidente) mi fu consegnato alle ore 8.00 del 12 marzo 1981 - precisamente 30 anni fa. Oltre a "tanto cortesi espressioni" per le quali mi ringraziava il Presidente, nella lettera che gli mandai c'era una domanda ben precisa relativa al terremoto dell'Irpinia che si potrebbe sintetizzare così:

“Caro Sig.Presidente, è ammirevole il Suo coraggio di dire -

"E se vi è qualcuno che ha speculato, io chiedo: costui è in carcere, come dovrebbe essere in carcere? Perché l'infamia maggiore, per me, è quella di speculare sulle disgrazie altrui. " -

Ma non ha paura che Le tappino la bocca? "

Mandandogli la mia lettera non intendevo ricevere una risposta, gli avevo fatto una domanda retorica. Tanto meno mi sarei visto svegliato dal telegramma così PERTIcolare a una mia domanda abbastanza imPERTInente (il Presidente era solito a scherzare con il suo cognome).

Ora sappiamo dire perché Sandro Pertini era il "presidente più amato dagli italiani": tra tanti pregi aveva il coraggio di denunciare gli errori e ammettere i mali fatti.

Diceva di lui Indro Montanelli: «Non è necessario essere socialisti per amare e stimare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità.»

Questa mia riflessione è nata al seguito dello straordinario contributo di Roberto Benigni durante l'ultimo Festival di Sanremo.


Sono stato magnetizzato dal suo raccontare il Risorgimento, dalla storia dell'inno nazionale desiderando che l'incanto non finisse mai. Per quasi un'ora mi sono sentito uno studente davanti al Maestro virtuoso, permettendogli di rapire la mia immaginazione, teletrasportandola nella favola risorgimentale. Per quasi un ora Benigni ha manipolato con il mio naturale senso di patriottismo, regalandomi l'immagine dell'Italia fiera e unita. “E vissero contenti e felici...”

Mi sono sentito di nuovo quel giovanotto, pieno di speranze, che all'uscita per Colle Val d'Elsa della nuova superstrada vendeva anni fa l'Unità insieme ai suoi compagni.

Ma dopo un po' mi sono ripreso, la magia dell'incanto si è affievolita e ho ricominciato ad essere me stesso.

In seguito ho riascoltato diverse volte l'intervento di Roberto Benigni, immaginandomi a dialogare con lui, provando a parare le sue battute.

Forse nessun altro come il Maestro Benigni potrà accendere la nostra fantasia con la bella storia rinascimentale o risorgimentale, ma appena "sobrio" vado ad ascoltare Giorgio Gaber - il mio Profeta preferito.

Le verità prive di un orientamento politico...quelle sue...

Uno della Razza In Estinzione...


E ora mi rivolgo a Lei, Maestro Benigni!

Tutto è provocatoriamente semplice nel Suo racconto sul palcoscenico dell'Ariston.

Io sopprimo il mio primo impulso di contraddirla sullo stesso Suo piano, ma cercherò di rispecchiarmi nella verità “dell'unione e dell'amore” che “rivelano ai popoli le vie del Signore”. E le risponderò con l'aiuto di G.G. (Giorgio Gaber) - il Profeta.

Capisco perfettamente che il Suo brillante esercizio sia spinto dal desiderio di vivere in un Italia migliore, ma il Suo è un nobile tentativo di far passare i Suoi desideri per realtà.

“Se un uomo conosce con chiarezza il suo male, qualsiasi esso sia, ha anche la forza per combatterlo”.

Lei sa, quale male ci affligge, Maestro Benigni? Se non lo si conosce, non guariremo mai e cadranno invano i Suoi appelli animati.

Con il Suo discorso Lei vorrebbe unire gli italiani, invece, a mio parere, Lei li divide ancora di più!

“Nostalgici”, come dice Lei, della storia che precedeva il Risorgimento non sono semplicemente nostalgici – portano nel sangue i geni dei giuramenti dei loro padri alle case regnanti.

Chi potrà mai impedire ai "Nostalgici" di rispettare il credo dei propri avi, caduti e fedeli alle loro realtà?

Qual'è la misura che classifichi la valenza dei gridi di battaglia "VIVA L'ITALIA" o “Viva ‘o Rre nuostr!”

“Avanti Savoia!” o “Viva il Papa Re!”, “Viva San Marco!” o "Viva Maria!" - sono voci, sono grida, sono lo spirito impavido e il supremo sacrificio delle singole persone che vanno sempre rispettati da tutti.

Mi ha fatto commuovere il Suo racconto, li ho visti vivi quei giovani, ai quali dobbiamo l'esistenza dell'Italia unita, ma mi fa anche vibrare lo spirito di coloro che questi giovani li avevano combattuti. Per “par condicio” ascoltiamo anche la loro storia:

Maestro Roberto,

non Le sembra che sia abbastanza superficiale definire “fantocci” solamente i pre-risorgimentali, e che il male dell'Italia finì insieme con i loro Regni?

Dice Lei: “nessuno ha scritto dei grandi libri a favore del Risorgimento – chi sa perché?”

E perché non prova a porsi questa domanda e perché non provare a rispondere?

Perché ad esempio quando leggi “Cimitero di Praga” del Maestro Umberto Eco qualche risposta sul "male" che affligge l'Italia ti si forma in testa indipendente dal tuo volere, e rimani stordito:

“E voi credete ancora che contino le idee? Ma quali idee...?”

Il Suo raccontare il Risorgimento, Maestro Roberto, è liscio come il testo del libro “Cuore”.

Il Presidente Pertini ha saputo denunciare gli errori e difendere la verità, perché una volta per tutti non provare a fare lo stesso noi?

Prima che i nostri figli perdino fiducia in noi, è fondamentale non mentirgli e smettere di nasconderci nell'ipocrisia.

“Se un uomo conosce con chiarezza il suo male, qualsiasi esso sia, ha anche la forza per combatterlo”.

E' evidente che manchino i tasselli nel Suo quadro dell'elogio dell'Unità per essere accettato da tutti... Con questo non voglio dire che sono contro l'Italia unita. Sarei stato contrario, probabilmente, se fossi vissuto 150 anni fa, ma oggi sono categoricamente contro ai giochi pericolosi del secessionismo!

Non credo nella RIVOLUZIONE, credo nell'EVOLUZIONE!

Però, se la verità non sarà detta, alla fine qualcuno riuscirà a manipolare le menti caldi e trascinare il paese in disordini...

Sono tante le ombre sul come è avvenuta l'Unione dell'Italia... Dobbiamo ammettere che nella storia i “Simoni Simonini” erano e sono gli strumenti di menti superiori e forze occulte.

Bisogna ammettere e denunciare il male, e non coprilo in occasione dei festeggiamenti con la cipria.

Non dobbiamo dividere la terra italica in due e posizionare quelli preunitari tra i cattivi, “terrificanti”, e quelli postrisorgimentali tra i beati.

Maestro,Lei dice, "se sei unito – vinci". Ma deve ammettere che qualsiasi unione è forte e duratura quando fatta secondo il libero arbitrio.

Non si può costringere a vivere felice nell'unione, se uno non si sente orgogliosamente napoletano, o sardo, o siciliano, oltre ad essere italiano. L'unità è bella quando tante diversità sono unite volontariamente e si rispettano. Ricordiamoci come si è dissolta l'URSS - un mosaico di popoli di oltre cento diverse nazionalità che si continua a chiamare, erroneamente, la Russia.

Reprimere - reprimere... l'identità vera uscirà fuori sempre.

Mi creda, ai napoletani "accarezza l'orecchio" anche “La Divina Commedia” in "lingua partenopea" e per loro non è per niente ridicolo recitare in napoletano. (Anche il Napoletano e le lingue italo-meridionali, secondo l'Unesco sono da considerarsi lingue separate dall'italiano standard (Toscano) e non dialetti di questo.)

Caro Maestro Benigni,

il Suo racconto sul palcoscenico era come sempre bellissimo e convincente...

Peccato che vi mancavano dei tasselli importanti...

Forse saprà aggiungerli la prossima volta?

Con rispetto e ammirazione

Paolo Francesco Barbaccia Viscardi


Al posto dell'epilogo.

Italia,

ascolta la mia preghiera, è molto importante per tutti noi:

Rivela la tua vergogna

e ti purifichi;

scopri le tue ferite

e sarai guarita,

confessa tutte le tue iniquità

e sarai assolta.

(Teofane il Recluso)

E solo allora sarà possibile dimenticare i vecchi rancori, e solo allora l'Italia non sarà più divisa tra figli e figliastri, e solo allora tutti si sentiranno veramente uguali.

E solo allora sarà possibile festeggiare il nostro stare insieme da tutti.

E solo allora possiamo festeggiare con il cuore alato insieme!

E tu come la pensi?