lunedì 18 novembre 2013

Nuovo libro di poesie di Paolo Francesco Barbaccia Viscardi

http://www.booksprintedizioni.it/
  
Oggi è uscito il nuovo libro di poesie  di Paolo Francesco Barbaccia Viscardi "Per questo vivo sulla nostra terra eterna" 
                                             
Paolo Francesco Barbaccia Viscardi è nato a Godrano (Palermo) nel 1946. Risiede a Poggibonsi in Toscana dal 1958. Ama da sempre la poesia, la storia. Il suo primo libro di poesie “Caldi sospiri” è dedicato alla memoria della moglie Anna, scomparsa nel 1997. E proprio quel libro delle emozioni e del dolore, versato sulle pagine insieme alla speranza nell’avvenire, il destino fa capitare tra le mani di colei che divenne sua seconda moglie – Lali. Il suo nuovo libro – PER QUESTO VIVO SULLA NOSTRA TERRA ETERNA – rappresenta il frutto poetico nato dell’esperienza dell’autore di risorgere dalle ceneri e di imparare a essere di nuovo felice.
 
 Per visitare pagine della Casa Editrice cliccare QUI

****************************************************************************

RECENSIONE

****************************************************************************
Ringraziamo il Dott. Cav. Dario R.Uva da Molfetta per la Sua splendida recensione del libro.

A proposito dell'ultimo libro di S.A.R. il Principe Paolo Francesco Barbaccia Viscardi
«PER QUESTO VIVO SULLA NOSTRA TERRA ETERNA»...

http://www.booksprintedizioni.it/libro/poesia/per-questo-vivo-sulla-nostra-terra-eterna
Leggo e rileggo i versi scelti e più mi sento avvolto e coinvolto dalle parole del poeta, anzi oserei dire del Vate. Questo significa che si può scrivere con la penna o col cuore, e che questi versi sono parto felice di quell'animo dal quale traspare tutta la nobiltà genuina di Paolo Francesco e di quell'antica stirpe Sveva che grandi Uomini ha dato alla storia universale.
Dopo aver letto questi versi bisogna fermarsi per riflettere, pensare, far silenzio... quando l'uomo tace è Dio che parla, allora sì che tutto ci diventa più chiaro, riusciamo ad andare oltre il tempo e lo spazio per coglierne appieno il messaggio catartico.
"Quel messaggio dettato dalla natura con tenerezza e maestà..." scrive il Poeta, è ha ragione, poiché la natura ci parla dell'Eterno e dell'eternità. Tutto ci è stato dato per vivere bene e in salute, gratuitamente, tutto bastante per tutti. E noi ci siamo approfittati di tutto, così la Natura con la sua maestà si rivolta contro, come ai giorni di Babele, ricordandoci la nostra superbia, il nostro egoismo e inanità.
Leggo: "La stanchezza infeconda vive solo in chi non ha un Dio..." dove sono quei talenti che il Signore ci ha donato al momento del nostro concepimento? gli abbiamo sotterrati? Chi crede nel Regno di Dio non è mai infecondo, considera tutti gli uomini figli di Dio e di conseguenza suoi fratelli, questo è l'insegnamento di San Francesco d'Assisi che da ottocento anni continua ancora a portare discepoli al Signore con una fecondità unica.
"Sarà la felicità del nuovo giorno". È la luce della speranza, abbandonarsi in Dio e sperare, poiché solo illuminati dalla Sua luce possiamo trovare la strada della felicità.
"A volte mi chiedo: quali sono i pensieri del Cielo...?" Questa è la follia dell'uomo: voler entrare nella mente del Creatore! e questo il vate lo sa e pertanto si lascia guidare da Dio e in Dio confida.
Tommaso Grossi nel suo libro «Marco Visconti» conclude dicendo: «Però, chi appena ci badi, vien tosto in mente che, se la Provvidenza le ha fatte riuscire in quel modo, avrà avuto le sue ragioni; e si trova che questo voler vedere ognuno pagato in questo mondo conforme pare a noi che il suo merito porti, è impazienza, leggerezza, presunzione, e peggio; è un supporre d'aver noi più discernimento di Chi ce l'ha dato; è un dimenticar che quaggiù le partite si piantano, ma si saldano altrove».
"Ma il giorno è passato: sia grazia a Dio!" Questa è la saggezza, ringraziare Dio giorno dopo giorno per il Suo amore e la Sua grazia che, per il sangue del Cristo non ci fa mai mancare, una grazia sempiterna.
Ho citato solo alcuni versi che sono anche perle di saggezza, ma tutti sono da apprezzare. L'Amore è il vero protagonista, possiamo definirlo un inno all'Amore. Un amore profondo, agognato, sognato che il Vate sente radicato in sé e che lo spinge a non fermarsi, a non arrendersi alle avversità della vita, a confidare nella misericordia di Dio, a sperare in quel Regno eterno, profetato dalle Sacre Scritture, e dove regneranno la pace, la giustizia e l'amore, laddove ci ricongiungeremo con i nostri affetti più cari, mai dimenticati, mai sopiti e saremo tutt'uno in Dio e Dio in tutti.
Un plauso adunque e un sentito ringraziamento all'Autore che ci ha donato dei versi intrisi e colmi di un profondo sentimento tanto umano da renderci partecipi delle sue ansie e delle sue speranze. Questi versi sono per chi ama con tutto il cuore e con tutta l'anima! Per chi sogna un mondo migliore!
Grazie Paolo Francesco!
Fraternamente Dario R. Uva

    

sabato 26 ottobre 2013

NON CANCELLIAMO QUESTO NOSTRO MONDO


"NON CANCELLIAMO QUESTO NOSTRO MONDO"
Dott. Giuseppe Torcivia


La ricerca della pace è il bene più prezioso della vita e della storia. La pace è la sicurezza della tranquillità del mondo, ad essa devono tendere le buone volontà di tutti i soggetti della terra.
La pace si preserva con il contributo fattivo delle varie forze della produzione, dei lavoratori, dei responsabili della cosa pubblica, dei governanti in un rapporto armonioso e durevole, con il rispetto dei diritti, con l'osservanza dei doveri.
La pace si preserva quando il godimento dei beni della terra non sia esclusività dei pochi ma di tutti, dei poveri, degli ammalati, degli emarginati, dei bimbi orfani e di tutti gli uomini, che ancora oggi mancano del minimo necessario per vivere.
La pace si preserva sconfiggendo altri mali del mondo: la disoccupazione giovanile, la solitudine dei vecchi abbandonati, l'uso sconsiderato e prepotente del potere nei confronti dei cittadini.
In questo sta la piena armonia e concordia nella terra, la risoluzione di tutta la questione sociale, di tutti i conflitti politici.
Le basi della pace mondiale sono l'affermazione della giustizia, della legalità e della solidarietà. Queste spazzano via i motivi di contese e di guerre, risolvono le liti, fissano le regole, stabiliscono i compiti, precisano con nettezza i doveri, danno risposte ai diritti di ciascuna parte.
 La GIUSTIZIA, la LEGALITA' e la SOLIDARIETA' vincono sui sospetti reciproci, sugli egoismi, la paura e il terrore.
Senza è difficile una convivenza tra i popoli.
L'affermazione di questi principi per non dividere gli uomini, ma per unirli, per non far scorrere più lacrime e sangue, ma per dare a tutti lavoro, sicurezza e serenità.
Solo il trionfo della giustizia, della legalità e della solidarietà allontaneranno le guerre, le sofferenze infinite, le violenze inaudite, i lutti e salveranno il mondo.
Recentemente PAPA FRANCESCO ha detto che la sola guerra che dobbiamo fare è quella contro il male, la violenza, il commercio delle armi, contro la fame per la pace e il bene comune.
Non basta riconoscere e rispettare in ogni essere umano il diritto ai mezzi di resistenza: occorre che ci si adoperi, secondo le proprie forze, perchè ogni essere umano disponga di mezzi di sussistenza in maniera sufficiente.
E' importante che in ciascuno di noi sia sempre ben presente la distinzione tra verità e bugia, tra bene e male, tra diritto e torto, tra giustizia e oppressione, tra legalità e illegalità, tra attenzione fraterna e fredda indifferenza. Forti di queste convinzioni tutti quanti ci adoperiamo per superare gli imbarazzi, i pericoli, le contraddizioni e le miserie di questa nostra esistenza terrena.
Bisogna condannare con grande forza e convinzione, combattere quelli che distruggono economia, fiducia, regole, valori.
Operiamo tutti insieme contro gli assassini che vendono la morte per far quattrini, contro i diffusori di germi che inaridiscono i cuori e le menti, dissolvono la famiglia, offendono tutte le religioni, distruggono le fondamenta dell'ordinamento sociale.
Dobbiamo anche prestare grande attenzione a tutto ciò che ci circonda, al territorio in cui viviamo.
Se continuiamo a vivere fregandosene ciascuno dell'altro e di tutto ciò che ci circonda distruggeremo noi stessi e tutte le bellezze della natura, deturperemo i paesaggi e alle nostre spalle lasceremo soltanto rovine.
Collaboriamo a rendere sempre più pura e meno infetta l'aria che si respira della quale le prime vittime sono gli innocenti, i meno tutelati, tutti.
Costruiamo con serena perseveranza e impegno instancabile le condizioni per tempi migliori, più sani, più giusti, più sicuri.
Una società è sana quando ciascuno porta volenterosamente il suo contributo al bene di tutti, un mattoncino alla costruzione e al mantenimento della casa comune.
"NON DOBBIAMO AVERE L'ILLUSIONE DI VIVERE BENE, DOBBIAMO VIVERE VERAMENTE" .
Non cancelliamo questo nostro mondo che è stato dei nostri nonni, dei nostri genitori e che sarà dei nostri figli, delle persone a noi care, di tutti.
"Riprendiamocelo" e conserviamolo questo nostro mondo.
Non distruggiamo questo meraviglioso dono di Dio, per chi crede.

martedì 15 ottobre 2013

Democrazia come sinonimo della truffa dei popoli


Noi critichiamo il nostro paese Italia per colpa dei politici ladroni che con la facoltà e con l'aiuto di quei imbrattati di sterco di giornalisti e servi delle multi nazionali ci hanno indotti a pensare e a parlare come loro, facendoci vedere realtà e cosi dette democrazie diverse dal nostro paese, ma intanto loro continuano a rubare e distruggere la nostra imprenditoria, dando di ladri al popolo, però il malloppo lo mettono in tasca loro.
 I politici, bene, hanno ragione. 
In monarchia il popolo se poteva - rubava. Al sovrano con una rivolta tagliavano la testa del sovrano, ma in democrazia repubblicana il sovrano è il popolo e pertanto è colpevole di sfruttare quei poveretti di figli... di mamma dei politici che per salvare gli italiani si sono venduti l'Italia - ipocriti e ladri.
E' una mala-democrazia - paga sempre Pantalone! 
E' un grande imbroglio chiamata democrazia ! 

Paolo Francesco Barbaccia Viscardi

lunedì 7 ottobre 2013

VERGOGNA A QUESTA POLITICA !

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
condividendo in pieno.


Piangiamo e preghiamo per le centinaia di disperati migranti (uomini, donne e bambini) morti nelle acque del Mediterraneo, gettati in mare da infami schiavisti senza scrupoli. Ringraziamo le nostre Forze Armate e dell’Ordine, i Volontari (in prima fila quelli dell’Ordine di Malta), i marinai e i pescatori, tutto il popolo di Lampedusa, per come stanno affrontando questa tragica emergenza umanitaria.
La colpa di questa immigrazione epocale è del mondialismo, ovvero: dello sfruttamento economico dell’Africa da parte delle multinazionali e dell’alta finanza, del sostegno a regimi dittatoriali incapaci e corrotti, del crescente estremismo e terrorismo islamico, delle primavere arabe (in Libia come in Siria) e degli interventi “democratici” militari USA che hanno solo aggravato la situazione di instabilità politica e sociale, e, infine, della completa assenza di questa Europa dei banchieri e dei burocrati che pensa solo a tutelare i “poteri forti”.
Ma il vero problema storico è stata la decolonizzazione forzata dell’Africa, con l’Europa che ha abbandonato quei popoli a se stessi. Nazioni arabe ed africane, frettolosamente, disegnate da “squadra e compasso” (in senso sia geografico che massonico) dove non si è minimamente tenuto conto delle stratificate e millenarie differenze etniche, religiose e tribali e della atavica, quanto oggettiva ed evidente, incapacità di questi popoli di organizzarsi, governarsi e sfruttare la loro terra che, è giusto ribadirlo, è ricchissima di risorse naturali e materie prime.
Per essere ancor più chiari (anche se “politicamente scorretti”): l’Italia e l’Europa non sono terre di immigrazione ma Civiltà di colonizzatori. I popoli africani stavano sicuramente meglio (se volente meno peggio) sotto i regimi coloniali europei. Non dovrebbero essere, quindi, gli immigrati disperati ad “invadere” la nostra patria ma dovremmo essere noi ad andare (tornare) da loro, portando non solo aiuti umanitari e materiali (soldi che finiscono quasi sempre per arricchire pochi ras locali), ma cultura, istruzione e lavoro, ordine e disciplina, per renderli realmente consapevoli e finalmente autonomi ma ci vorranno decenni.
Intanto, è giusto, doveroso e sacrosanto piangere, pregare e salvare chi sta annegando nel “Mare Nostrum” ma: non facciamoci fregare da chi, approfittando di questa emergenza, strumentalizzandola politicamente, vuole minare, ancor di più la nostra sicurezza e la nostra identità di popolo e di nazione, spalancando le porte all’immigrazione extra-europea e regalando la nostra cittadinanza a degli “sconosciuti” che non appartengono alla nostra storia, alla nostra cultura ed alla nostra civiltà bianca, latino-germanica e cristiana.
Noi amiamo il nostro prossimo ma anche la giustizia e la verità!
 

Comitato DESTRA PER MILANO per l’Europa dei Popoli

http://destrapermilano.blogspot.it/
https://www.facebook.com/DestraPerMilano

Nel prossimo articolo - un ritratto diverso della Ministra Cecile Kyenge


martedì 24 settembre 2013

IL MONDO NORMALE CHE VI AUGURO

" IL MONDO NORMALE CHE VI AUGURO "

Dott. Giuseppe Torcivia
( Un inedito di Enzo Biagi )
*********************************


Con questo inedito di Biagi tratto dal libro " Voglia di cambiare " di Salvatore Giannella (Ed. Chiarelettere) rendo omaggio ad un grande giornalista. In esso troviamo amare riflessioni, parole di condanna contro l'intolleranza,il trasformismo, il pressapochismo, il favoritismo. Parole anche di incitamento, quelle di Biagi e anche di speranza per il nostro Paese, per l'Europa, per i popoli della terra che stanno attraversando momenti difficili.


Biagi è stato un testimonial. Uno dei migliori, semplice, chiaro e diretto che si è conquistato l'affetto di milioni di telespettatori e di lettori.
°°°°°°°°°°°°
Io mi auguro che l'Italia possa finalmente diventare un Paese normale, un Paese in cui sia abolita la doppiezza. Io sono dalla parte di Cesare Zavattini che diceva: " Con buongiorno, intendo buongiorno e basta ".
Un Paese dove funzionano scuole e ospedali: entrare in corsia e vedere che c'è scritta "Solventi", cioè quelli che pagano, e quelli che non pagano, mi pare poco bello. Un Paese dove i treni e aerei arrivino in orario, perchè la puntualità non è mica una prerogativa fascista. Con una politica normale, che (oltre a non ammettere l'intolleranza e la paura per l'altro) non contempli il trasformismo: vedere della gente che non cambia neanche gabbana perchè ha un corredino dove ci sono tutte le giacche che vanno di moda in quel momento è uno spettacolo da cancellare. 
Con un giornalismo che torni a consumare la suola delle scarpe, guidato da quel sentimento potente che è la curiosità, e dalle chiare tendenze ma sempre dalla buona fede e attento al lato umano.
Un Paese normale dove non si interpellino i divi della televisione per conoscere il loro parere su qualsiasi argomento, dalla solitudine dell'uomo all'allevamento dei canarini.
E' normale un Paese dove non ci sia l'emergenza come a Napoli o in Sicilia, dove la paura "marca" persino le arterie (come mi hanno detto una volta i medici che effettuano le autopsie).
Un Paese normale è un Paese in cui l'unico punto di riferimento non è la geografia con i suoi confini, MA LA LEGGE UGUALE PER TUTTI. "La rovina dell'Impero romano" scrisse inutilmente Ranuccio Bianchi Bandinelli "fu facilitata dal clientelismo amministrativo e dal caos delle leggi e non dalle orge del Satyricon ". Ma chi studia la storia?
E' normale il Paese che aiuta quelli ai quali la natura e la politica hanno dato meno. Un Paese normale è quello in cui gli aiuti non si danno per beneficenza, grazie alle collette per soccorrere chi è colpito da sciagure, ma si prevedono con il bilancio dello Stato, con voci apposite.
Un Paese normale è quello del quale non emigrano più i giovani migliori perché non trovano un lavoro retribuito dignitosamente. E' quello in cui non c'è spazio per il grande tormento di oggi, che è l'apparire. Un'ossessione: chi non entra nello spettacolo ha la sensazione di essere escluso dalla vita.
Un Paese normale è quello in cui per stare a galla, per affermarsi, non bisogna più far parte del gruppo, avere il sostegno della corporazione.
UN PAESE NORMALE E' QUELLO IN CUI NESSUN BAMBINO SIA PRIVO DI CIBO E CURE.
Ho incontrato in Romania i piccoli che vivono nelle fognature, come i topi, per sfruttare i tubi di riscaldamento.
Un Paese normale, un'Europa normale, un mondo normale, è quello in cui i bambini finiscono le loro giornate in un lettino, con le lenzuola che profumano di pulito.

mercoledì 4 settembre 2013

Mai più guerra - una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria


CITTA' DEL VATICANO -

«Invito a unirsi a questa iniziativa, nel modo che riterranno più opportuno - ha detto il Pontefice - i fratelli cristiani non cattolici e gli appartenenti alle altre religioni». «Il 7 settembre in Piazza San Pietro - ha proseguito -, qui, dalle ore 19 alle ore 24, ci riuniremo in preghiera in spirito di penitenza per invocare da Dio questo grande dono per la amata nazione siriana». «L'umanità - ha aggiunto il Papa - ha bisogno di vede gesti di pace».

«C'è un giudizio di Dio che è anche un giudizio della storia sulle nostre azioni, a cui non si può sfuggire» ha detto papa Francesco. «In questi giorni - ha detto il Papa - il mio cuore è profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria e angosciato dai drammatici sviluppi che si prospettano». «Rivolgo un appello per la pace - ha proseguito - un appello che viene dall'intimo di me stesso». «Non è la cultura dello scontro, la cultura del confitto - ha aggiunto - quella che costruisce la convivenza nei popoli e tra i popoli, ma la cultura dell'incontro, la cultura del dialogo, questa è l'unica strada della pace». «Il grido della pace si levi alto - ha detto ancora il Pontefice - e tutti ripongano le armi e si lascino guidare dall'anelito di pace».

«Non è mai l'uso della violenza che porta la pace: la guerra chiama guerra, la violenza chiama violenza» ha detto il Papa all'Angelus, invitando le parti in conflitto in Siria a «non chiudersi nei propri interessi» ma a «intraprendere con coraggio e decisione la via dell'incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione».
«Mai più guerra». Papa Francesco all'Angelus fa un appello sulla situazione in Siria. «La comunità internazionale agisca sulla base del dialogo». E ancora: «Il grido della pace - ha detto - si levi alto perché tutti rimpongano le armi e si lascino guidare da un anelito di pace, per questo ho deciso di indire per tutta la Chiesa il 7 settembre prossimo, vigilia della ricorrenza della Natività di Maria regina, una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero».
 ___________________________________________________________

Mi rivolgo a tutti i Cavalieri dell'Ordine Teutonico Dinastico di accogliere l'invito di Papa Francesco il 7 settembre prossimo una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero

 SAIR Principe Paolo Francesco Barbaccia Viscardi degli Hohenstaufen di Svevia, 
il Gran Maestro

mercoledì 28 agosto 2013

Viva la Moralità Cristiana!

 Viva la Moralità Cristiana e difensori del principio di Famiglia e della PATRIA  ITALICA !


Attenzione: questo Blog è aperto solamente ai fedeli della patria Italia e ai difensori della COSTITUZIONE ITALIANA.
E' chiuso ai politicanti di questa Repubblica che l'hanno  infangato e malfamato, come pure a coloro che ci speculano con i valori democratici.
E' aperto agli Uomini e Donne di Moralità Cristiana e ai difensori del principio di Famiglia e della PATRIA  ITALICA !