domenica 13 luglio 2014
domenica 15 giugno 2014
"TENGO FAMIGLIA"
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"TENGO FAMIGLIA"
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Dott. Giuseppe Torcivia
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"TENGO
FAMIGLIA"
( Leo
Longanesi )
Cari compagni, cari
camerati, cari amici, cari elettori, cari italiani corro verso il
carro del nuovo vincitore, le sue argomentazioni, i suoi programmi,
le sue ultime dichiarazioni ecc.ecc. mi hanno effettivamente
convinto.
Tengo famiglia, ecco
questa potrebbe essere la odierna sempre ripetitiva ma vera desolante
giustificazione dei nostri politici perdenti.
Vediamo ogni giorno che la
fila di estimatori interessati (manager, banchieri, parlamentari,
giornalisti, sindaci) davanti ai nuovi potenti aumenta.
Tutte persone che hanno
avuto precedentemente favori, posti, carriere prestigiose dall'ultimo
capo di partito o di governo battuto, sconfitto.
Oggi nessun commento,
stanno tutti zitti e buoni, non una parola in favore dell'ultimo loro
benefattore potente decaduto.
Qualcuno ha scritto che:
"Il trasformismo, il voltagabbanismo è nel DNA della nazione".
La storia si ripete: ecco
i potenti, cortigiani a correre sul carro del vincitore.
Molti subito dopo queste
ultime elezioni si sono calmati, in particolare quelli che avevano
lanciato parole di fuoco contro il governo e il premier: "
l'autosufficienza dell'esecutivo è una distorsione della democrazia
".
Stanno in silenzio
assoluto quelli che alcuni mesi fa definivano il compagno
di partito: " malato di potere ".
Un vecchio amico molto
tempo fa mi parlava di un episodio della fine della 2a guerra
mondiale .
Alcuni giornalisti
chiesero ad uno dei vincitori delle forze alleate, Sir Winston
Churchill, perché aveva parlato di vittoria alleata su 90 milioni di
italiani, Churchill tranquillamente rispose: perché a mezzogiorno
c'erano 45 milioni di fascisti e alle 12,30 c'erano 45 milioni di
antifascisti che si dichiaravano tali.
Pur di andare avanti e
rimanere sempre attori o comparse e comunque sulla scena politica
vengono giustificati comportamenti precedentemente giudicati
moralmente disdicevoli o ignobili.
Dimenticate le offese, le
accuse lanciate, i torti subiti.
Signori, tutti a bordo, la
nave riparte con un nuovo comandante che accoglie tutti e tutti
felici e contenti.
La cosa che impressiona di
più che moltissimi di questi voltagabbana sono giovani che hanno
lasciato, abbandonato, tradito i loro leader, i loro gruppi di
riferimento un po' prima delle elezioni per ottenere un posto sicuro
in lista o subito dopo le elezioni con la speranza-certezza di
ricevere qualcosa.
Questo è uno strano paese
dove tutte le persone normali pensano alla pensione, i nostri
politici fanno di tutto per non andarci, anche quando vengono
rottamati, battuti sul piano elettorale, condannati in via
definitiva.
Rimanere sempre nel giro
che conta, un posticino serve sempre per non essere dimenticati, per
soddisfare la loro voglia, succubi dei loro vizi, malati di potere.
E' bene appropriato per
molti di questi politici il detto siciliano: "CUMANNARI E'
MEGGHIU CHE FUTTIRI".
Nessuno si sente perdente,
nessuno vuole perdere perché altrimenti dovrebbe lasciare
tutto quello che la propria mente malata di potere aveva immaginato
di avere per sempre.
Gente veramente malata che
non accetta, non accetterà mai di vivere in questa nostra società
priva di una qualsiasi grande, piccola o piccolissima leva di
comando.
Fuori dalla "stanza
dei bottoni" si sentono perduti, infelici, falliti, morti.
Se potessero questi
politici inventerebbero anche una sorta di polizza che li garantisca
per sempre dalla perdita di potere. Assicurazione perpetua di un
posto in Parlamento, o nella direzione del partito, un posto da
governatore di regione, da sindaco, la presidenza di una controllata
ecc.
Del resto solo menti
drogate di potere potrebbero pensare a tanto.
Oggi ancora siamo alla
luna di miele tra gli ultimi perdenti ed i nuovi vincitori, tra
denigratori dell'ultimissima ora ed i voltagabbana della prima ora,
tra quelli lesti a cambiar casacca e quelli lenti, tra creduloni ed i
furbacchioni, tra gli eterni illusi ed i bravi imbonitori, la pace è
scoppiata tra i rottamatori ed i rottamati.
Finché la barca va, tutto
bene.
"C'EST LA VIE",-
così dicono i francesi.
mercoledì 21 maggio 2014
NON FATEVI RUBARE MAI LA SPERANZA
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"NON FATEVI RUBARE MAI LA SPERANZA"
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Dott. Giuseppe Torcivia
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" NON FATEVI RUBARE MAI LA SPERANZA "
Papa Francesco
Papa Francesco
La speranza di un cambiamento non deve mai abbandonarci, bisogna non accontentarsi e avere sempre idee nuove, fame di conoscenze, di innovazione e guardare avanti.
Se faremo bene, se ciascuno ascolterà la propria coscienza, se non ci fermeremo, saremo parte di un futuro migliore.
MAI PERDERE LA SPERANZA
Giorni migliori ritorneranno perché con più passione civile, con più amore si conquisteranno sempre più cuori e menti. Le parole di speranza e di amore sono invincibili contro gli errori, le dimenticanze, le debolezze, le malvagità degli uomini, contro tutte le avversità della vita.
Sicuri che con ogni nostra azione, ogni nostro esempio lasciamo agli altri una vita piena di coraggio, di speranza, di amore, uno dei pochi motivi per cui valga la pena di vivere.
Oggi vediamo che la situazione del nostro Paese non è buona ma continuare a pensare al peggio è un grave errore.
L'Italia non è morta, dorme è assopita.
Spetta agli italiani più volenterosi il compito di risvegliare le coscienze con la parola, con l'esempio e con i fatti, di metterla di nuovo sulla giusta carreggiata.
La passione civile deve spingere e continuare ad andare avanti anche quando il vento cambia.
Ci sono momenti della nostra vita in cui vorremmo cedere, di mandare tutto all'aria, ma in questi momenti dobbiamo avere la forza di dimenticare i brutti pensieri e riprendere la corsa, con passione e caparbietà.
Ritorniamo ad essere solidi, forti, altruisti.
Ritorniamo a sentirci squadra, ad essere veramente uniti nei giorni più belli e in quelli difficili, ad accontentarci di poco, ad essere sempre pronti a dare una mano.
Amiamo il nostro Paese anche quando rileviamo molte cose non buone.
Dobbiamo reagire a un certo appiattimento di ideali e di propositi. Si tratta di combattere lo smarrimento dei più, l'anestesia di molte coscienze, la perdita di comuni riferimenti nobili demoliti da una crisi lunga che spegne ogni azione, oscura ogni visione, demolisce ogni proposito.
Dobbiamo sperare tutti insieme perché l'Italia si può cambiare, possiamo cambiarla, volontà comuni sono la forza che può fare rinascere il nostro Paese.
Dobbiamo sperare, veramente credere che il sole ritorni a splendere, che la tranquillità ritorni nelle case della gente, che il sorriso ritorni sulle facce di milioni e milioni di cittadini da molto tempo alle prese con problemi di vita quotidiana.
L'Italia è un paese straordinario dicono in molti, ma basterebbe solo fosse normale e tutti insieme possiamo contribuire a farlo ritornare normale.
Riflettiamo: siamo ricordati nel mondo con stima per quello che eravamo e per ciò che siamo riusciti a fare.
La speranza risveglia volontà, suscita entusiasmi, rende più forti i nostri propositi, consolida le nostre convinzioni ,rafforza la fede.
LA SPERANZA E LA FEDE SONO LE UNICHE FORZE DINAMICHE, LE UNICHE ARMI RIMASTE OGGI ALLA GENTE, NON FACCIAMOCELE RUBARE-
No alla rassegnazione, si alla speranza, niente è impossibile.
" Sembra sempre impossibile, finchè non viene fatto "
"La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta che cadiamo"
( Nelson Mandela )
domenica 27 aprile 2014
LA SITUAZIONE NON E' TRAGICA, MA E' SERIA
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" LA
SITUAZIONE NON E' TRAGICA, MA E' SERIA"
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Dott. Giuseppe Torcivia
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(... FLAIANO )
Da
una lettera al direttore di un settimanale: "Sono residente in
Germania da molti anni, a cena discutevo di politici con alcuni
conoscenti, ad un certo punto un'amica tedesca dalla lingua tagliente
mi chiede a bruciapelo: Marco, sai qual'è la differenza tra i
politici tedeschi e quelli italiani? No, rispondo io. - I politici
tedeschi prima di essere politici sono tedeschi e fanno gli interessi
della Germania. I politici italiani invece non fanno gli interessi
dell'Italia, ma i propri o al massimo quelli della famiglia e
qualcuno anche della cosca di appartenenza ".
E'
stata tradita quell'idea dell'Europa dei popoli che aveva
caratterizzato la grande spinta iniziale di Alcide De Gasperi, Konrad
Adenauer e Robert Schuman.
L'euro
si doveva fare, ma insieme a un governo comune europeo.
Quando
sono gli interessi a prevalere sui valori, non si va molto lontano.
Le
manovre economiche degli ultimi 10 anni sono costate agli italiani
500 miliardi, mentre nello stesso periodo il debito pubblico è
aumentato pure di 500 miliardi.
LE
MANOVRE A CHE SONO SERVITE ?
Un
italiano su tre è a rischio povertà. L'Italia è il Paese della
zona euro dove le casse sono sempre vuote e il rischio di
emarginazione sociale più alto.
Tutte
le politiche sociali poste in atto sembrano inadeguate perchè non
hanno rimesso in moto l'economia.
AUSTERITA'
– AUSTERITA': siamo arrivati al 13% di disoccupazione, due
generazioni di giovani distrutte, stipendi miserabili, pensioni da
fame, precarizzazione a vita, milioni di persone senza alcuna
possibilità di miglioramento, senza futuro.
RIPRESA
- RIPRESA: " Arriverà ", "stiamo per uscire dal
tunnel", mentre centinaia di imprese chiudono, migliaia e
migliaia di esercizi commerciali abbassano le saracinesche, antiche e
storiche botteghe spariscono, bravi artigiani buttano la spugna.
Nelle
grandi città il degrado aumenta, in più regioni imperversa la
grande criminalità, intere aree metropolitane subiscono una
quotidiana microcriminalità, siti archeologici lasciati all'incuria
per mancanza di fondi, aree turistiche abbandonate, un grande
patrimonio artistico poco sfruttato.
La
" ripresa è fragile ", il debito cresce, l'occupazione
peggiora.
QUESTA
E' OGGI L'ITALIA
Dovremo
essere orgogliosi di essere italiani (la nostra storia ce lo
permette) e invece farisei, cialtroni, marpioni, corrotti, ladri ci
fanno vergognare, infangano il buon nome dell'Italia in Europa e nel
mondo.
In
questo nostro Paese la vergogna è una parola sconosciuta a molti
politici e amministratori pubblici. E' inutile dire loro di
vergognarsi perchè sono spudoratamente senza vergogna.
SENZA
IDEALI CHE COSA SIAMO ?
Questo
nostro popolo sembra addormentato, intontito di fronte a partiti,
movimenti guidati da personaggi posseduti dalla chiacchiera, dalla
volgarità e dall'odio, dalla stupidità. dal delirio di onnipotenza,
dalla menzogna.
Personaggi
che in Italia fanno i gradassi e in Europa cedono alla volontà di
altri, non alzano la voce per difendere gli interessi e i diritti del
nostro Paese, non battono i pugni sui tavoli quando è necessario.
Oggi
spesso la politica italiana vive di panzane, di parole roboanti.
Sembra
di essere ritornati a tempi di MEO PATACCA................O FRANZA O
SPAGNA PURCHE' SE MAGNA....................................
Il
malaffare ha creato una società di indagati, indiziati e condannati.
Dicono
che trovare incensurati nell'ambito delle persone che contano ogni
giorno è sempre più difficile.
Abbiamo
dei responsabili pubblici: "Gelosi, biliosi, vanitosi, non
pensano che ai propri interessi personali" (Oriana Fallaci "La
rabbia e l'orgoglio").
Molti
vivono al di fuori della triste e dolorosa realtà italiana.
Gli
antichi greci dicevano: quando gli dei hanno deciso la rovina di un
uomo lo fanno prima impazzire.
Oggi
nel nostro Paese siamo all'impazzimento generale. Fuori gli anziani,
avanti i giovani: vanno di moda i rottamatori, giovani rampanti che
considerano anche i migliori "vecchi" (della politica)
superati, rincitrulliti, un peso morto.
Intelligenze,
capacità, esperienze da archiviare, da dimenticare. Per costoro
l'unico metro di valutazione è l'età anagrafica.
Giovani
che non capiscono, molto superficiali, poco umili, che si sentono
"più alti del loro sedere".
Io
li contesto questi giovani ai quali manca l'esperienza, la conoscenza
delle storie degli altri e il rispetto.
Giovani
che non comprendono, non vogliono capire quanto bene può portare al
Paese una serena e fattiva collaborazione tra loro e le "vecchie"
esperienze, tra loro e le menti migliori a prescindere dall'età
anagrafica.
IL
VERO PROBLEMA OGGI E' CHE L'ITALIA HA BISOGNO DI CONCORDIA, DI
UNITA', DI ESSERE GOVERNATA E GOVERNATA BENE.
La
nostra non è nostalgia del passato o avversione del presente e del
nuovo, ma l'amara constatazione di una dolorosa e triste realtà che
da tempo incombe su di noi e che dura fino ai nostri giorni.
Signori
politici voi siete quelli che dovete fare e guidare questa nazione,
ma dato che anche il meno sveglio ha capito che non siete in grado,
non potete o non volete fare calate il sipario sul palcoscenico di
questo "teatrino della politica" e smettetela di prenderci
per i fondelli.
Questo
Paese è stanco di ascoltare parole, promesse mai realizzate, di
sogni regalati a piene mani, di credere nell'uomo della provvidenza
di turno.
Nel
2014 sempre più italiani hanno capito che le promesse e i sogni
rimarranno tali e sanno che la bacchetta magica la possiedono
soltanto i personaggi delle favole e i fanfaroni.
domenica 13 aprile 2014
UN PRINCIPE TEUTONICO
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"UN PRINCIPE TEUTONICO"
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S.E. Dott. Giuseppe Torcivia
Cavaliere di Gran Croce di Giustizia dell'Ordine Teutonico della Sovrana Casa di Svevia Gran Cancelliere Magistrale |
Molti
anni fa ho conosciuto una persona che ancora oggi mi è cara e nella
quale ripongo la mia stima e amicizia.
Il
Principe Paolo Francesco Barbaccia Viscardi guida l'Ordine Militare
ed Ospitaliero di S. Maria di Gerusalemme Teutonico di Svevia.
Una
persona forte nel carattere a volte anche rude, ma nel contempo
amabile. Fermo nei suoi propositi, rigido e intollerante anche verso
se stesso, ma tollerante con gli altri, capace di grandi gesti
generosi, di grandi esempi di fraternità.
Conosco
per la prima volta nella mia vita un Principe povero, ma ricco di
saggezza, di grande dignità, di umanità, di valori.
Alla
moglie, colpita da un male incurabile, dopo la morte ha dedicato
delle poesie raccolte in un libro il cui ricavato è stato devoluto
interamente alla lotta contro i tumori.
Come
non ricordare qui alcune delle opere umanitarie dell'Ordine Teutonico
sotto la guida del Principe Barbaccia:
materiali
destinati ai bambini della Comunità VILA SAO JOSE' di Atibara nello
Stato di San Paulo in Brasile;
aiuti
al Comune di Jasance - Repubblica di Croazia,
diversi
interventi in Bosnia - Kosovo - Afganistan in collaborazione con
altro Ordine;
mobili
sanitari donati all'ospedale pediatrico di Kaliningrad ( Russia );
aiuti
ai piccoli diabetici e disabili della Georgia;
Il
Principe Barbaccia pur con pochissime disponibilità ha mantenuto
sempre un atteggiamento fermo e ha resistito alle innumerevoli e
generose offerte di personaggi di "varie congregazioni" di
"strani ordini" per "vendere" o "cedere"
l'Ordine Teutonico.
L'ho
visto anche soffrire in silenzio, mai sconfitto, per le accuse
ingiuste e cattiverie di alcuni soggetti tutti sistematicamente
smentiti e perdenti sul piano giudiziario.
Paolo
Francesco Barbaccia qualche mese fa è stato sottoposto ad un
difficile e delicato intervento chirurgico. Oggi come ieri affronta
con grande caparbietà e coraggio le lunghe e dure cure necessarie.
In
questi mesi di sofferenza e di dolore ho conosciuto nell'uomo
Barbaccia ancora meglio il suo insegnamento, l'esempio di dignità,
di compostezza, la fede che lo rende forte.
Un
esempio da seguire: non avere paura a non mollare mai.
Lo
stesso comportamento che contraddistingue la sua missione di Gran
Maestro dell'Ordine rinnovando ai Cavalieri, alle Dame, a noi tutti
l'invito a trovare nei valori cavallereschi la fonte di ispirazione
per il cammino della vita.
Paolo
Francesco Barbaccia ci ricorda di essere non solo più attenti al
rapporto con le persone, ma anche al dovere di portare con orgoglio
nella vita quotidiana il contributo concreto per la creazione di un
mondo migliore, più giusto, più umano, fondato sui valori della
fratellanza e della solidarietà universale.
Ci
sprona ad operare sempre con dignità e grande forza d'animo anche
nei momenti più difficili della nostra esistenza terrena.
Al
Principe Paolo Francesco Barbaccia Viscardi il nostro rispettoso
saluto ed i migliori auguri di una pronta guarigione.

venerdì 11 aprile 2014
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


“Non
siamo dei
mestieranti della partitocrazia ma dei soldati politici della
Tradizione. Le elezioni democratiche, per quanto importanti, sono solo
un fatto tecnico
e contingente, la nostra è una battaglia meta politica, culturale e
spirituale per far rinascere l’Europa dei popoli e delle
identità. Il nostro modello ideale rimane quello del Sacro Romano
Impero”
Con queste chiare parole, ieri
sera, l’eurodeputato Mario Borghezio, ha iniziato il suo intervento all’incontro milanese organizzato dal “barone
nero” Roberto Jonghi Lavarini, allo Spazio Ritter del libraio ed editore Marco Battarra.
E su
questo inusuale livello politico, alto e nobile, si sono sviluppati
anche tutti gli altri interventi, fra i quali segnaliamo quello
eccezionale di
Pierfranco Bruschi (già rappresentante in Italia della Jeune Europe di Jan Thiriart,
storico movimento
nazional-rivoluzionario europeo, nella quale, in gioventù, ha militato
lo stesso Borghezio), quello culturale ed operativo del conte Prof.
Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo (che ha proposto una scuola permanente di formazione politica), quello di Mauro
Melchionda (che ha sottolineato l’importanza fondamentale di coinvolgere i giovani), quello di Antonio Imperatore
(dirigente leghista con un passato, mai rinnegato, nella destra radicale) e quello del Dott. Giuseppe Costi (già dirigente
missino e segretario della Giovane Italia a Parma, da
anni, militante della Lega). Fra il numeroso ed attento pubblico,
entusiasta
per la profonda tensione ideale della riunione (non si è minimamente
parlato di campagna elettorale e preferenze ma, solo, di valori, idee e
azioni culturali e sociali da intraprendere insieme!) segnaliamo: la
immancabile amica contessa Elena Manzoni, il conte
Alessandro Romei Longhena, Giovanni Pugliese (presidente della associazione culturale ed identitaria
Calabria Domani), Paolo Soffritti (esponente del Fronte Nazionale di Adriano Tilgher), lo scrittore
e ricercatore storico Pierangelo Pavesi, il Prof. Antonio La Bollita , il capitano Francesco Lauri
ed “il leone” Mario Mazzocchi Palmieri.
giovedì 3 aprile 2014
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Domani, venerdì 4 aprile, ore 20.30-22.30, su Telelombardia:
Roberto Jonghi Lavarini (presidente del circolo Destra per Milano di Progetto Nazionale) sarà ospite della trasmissione di approfondimento politico "Forte e Chiaro" condotta da Roberto Poletti.
Fra il pubblico, anche il direttivo del circolo: il vice presidente Mario Mazzocchi Palmieri, il presidente onorario Conte Alessandro Romei Longhena e l'Avvocato Simone Andrea Manelli.
http://progettonazionale.blogspot.it/ -
https://www.facebook.com/pages/Progetto-Nazionale-Milano/1421213978122229
Video della puntata di Quinta Colonna - Rete 4 dello scorso lunedì 31 marzo (spazio 1:02:00):
http://www.video.mediaset.it/video/quinta_colonna/full/449494/puntata-del-31-marzo.html

Domani, venerdì 4 aprile, ore 20.30-22.30, su Telelombardia:
Roberto Jonghi Lavarini (presidente del circolo Destra per Milano di Progetto Nazionale) sarà ospite della trasmissione di approfondimento politico "Forte e Chiaro" condotta da Roberto Poletti.
Fra il pubblico, anche il direttivo del circolo: il vice presidente Mario Mazzocchi Palmieri, il presidente onorario Conte Alessandro Romei Longhena e l'Avvocato Simone Andrea Manelli.
http://progettonazionale.blogspot.it/ -
https://www.facebook.com/pages/Progetto-Nazionale-Milano/1421213978122229
Video della puntata di Quinta Colonna - Rete 4 dello scorso lunedì 31 marzo (spazio 1:02:00):
http://www.video.mediaset.it/video/quinta_colonna/full/449494/puntata-del-31-marzo.html
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