martedì 20 aprile 2010

Lettera Aperta al Prof. Paolo Macchiarini - rigenerazione cerebrale è possibile!

Illustre Prof. Paolo Macchiarini,

Le chiedo scusa per il disturbo e per un italiano poco corretto.
E' da tanto che sto cercando un medico che mi possa aiutare e per caso ho letto su di Lei nei giornali.
Mi ha colpito la Sua creatività, l'insistenza e l'ingegnosità nel prendere delle decisioni fuori del comune.
Nel quadro di una medicina moderna, spesso debole e imponente nella sua routine, conveniente e comoda, Lei brilla come una stella di prima grandezza.
La sua metodologia della medicina rigenerativa è così straordinaria, così perfetta!
Ma non pensi, Dott. Macchiarini, che io Le sto chiedendo di curare qualcuno. La questione consiste in ben altro.
Vorrei che mi desse una mano di brevettare la mia "scoperta", se lo riterrà opportuno, certamente perché ricevere una licenza sul mio metodo di rigenerazione cerebrale, sarebbe una dura battaglia per diverse ragioni:
1.non sono medico,
2.vivo in Italia,
3. ho una persona malata da badare costantemente,
4.non godo di ottima salute.

E proprio per questo mi sono permessa di scriverle una Lettera Aperta, sperando che mi sentano tanti, e chiederle un Suo consiglio e spero che in nome della sacralità di una scoperta, Lei mi possa rispondere e aiutare, nonostante dei Suoi innumerevoli impegni. La mia scoperta è dovuta alla mia vita personale e a una disgrazia che risale a 15 anni fa quando a mio marito è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer.
Mi presento: mi chiamo Nona, provengo dall'ex URSS, di origini armena, nata e cresciuta in Russia, sposata in prime nozze con un georgiano e trasferita a Tbilisi, capitale della Georgia — un paese bello e generoso.
Ho studiato per tutta la vita. La prima laurea con lode ho preso in ingegneria edile. Essendo sempre stata curiosa e combattiva, ho continuato con il dottorato e ho ottenuto un altra laurea della dottoressa di ricerca nelle materie tecniche.
Però mai mi sarei immaginata, neanche in un brutto sogno, di dover diventare una "curatrice", visto che dall'inizio ho fatto la mia scelta a favore della meccanica, resistenza dei materiali, teoria dell'elasticità ecc.
Ma il mio destino ha deciso per me in un modo diverso. Nel 1991 mi sono trasferita in Italia e nel 1992 ho sposato un italiano, un vero signore, una persona bravissima.
Da quando gli è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer è cominciata la mia lotta contro questa malattia e contro il tempo.
Secondo me sono la prima e l'unica persona, non medico, nel mondo la quale non si rassegna davanti a questo male terribile. Per questo sono ben conosciuta nell'AIMA nazionale e in quella della Toscana.
Abbiamo perso anni, giustamente andando dai medici che si dichiaravano impotenti dinanzi ad una malattia così grave, prescrivendo a Biagio i farmaci che aiutavano poco e niente. Tentavano di abituarmi all'idea che fra pochi anni l'Alzheimer precoce avrebbe consumato la vita di mio marito.
Diciamoci la verità: non esistono le malattie completamente curabili - la medicina moderna è riuscita solamente a trattare bene tante malattie.
Ma l'Alzheimer è una condanna perché la medicina moderna non sa nemmeno come trattarla.
E così una volta diagnosticato il morbo, quando ormai è in stato avanzato, la persona è già scartata: un malato senza alcuna prospettiva.
Essendo io di carattere forte, avendo un approccio essenzialmente scientifico verso qualsiasi ignoto che si presenta e mi tocca da vicino, ho cominciato la mia "Odissea di salvataggio".
Era tremendamente duro, ma ho continuato nella "conquista" della vetta denominata la malattia neurodegenerativa.
Per essere breve, mi limito di raccontare l'essenza della mia scoperta, utilizzando il linguaggio non proprio medico.
Si sa che MA si scatena a causa dei difetti nell'uno di quattro cromosomi: 1, 10, 14 e 21.
Nei casi quando la malattia inizia all'età relativamente giovane, di meno 65 anni, essa ha piuttosto un percorso maligno e procede molto più velocemente del solito.
E' il dato di fatto che è impossibile di "riparare" il cervello colpito dal morbo neurodegenerativo dai danni quotidiani che gli procura perché vi manca il "richiamo" – il fattore di crescita dei nervi, scoperto dal premio Nobel Rita Levi Montalcini.
Diversi geni difettosi hanno diversi modi di manifestarsi, quindi anche i modi, così dette "spinte", per curarli dovrebbero essere diversi.
E proprio questo che i ricercatori non hanno ancora capito: la malattia comincia da un gene difettoso e solo successivamente diventa multicausale.
Vecchio e diffuso stampo della medicina di voler trovare la monoterapia per tale malattia è sbagliatissimo.
Un altro grave sbaglio: fare le ricerche sugli animali perché quelli non hanno e non avranno tali morbi del cervello.
Quando ho costatato che il cromosoma difettoso di mio marito è quello 21-mo, ho deciso di provare a bloccare l'avanzamento della malattia e sono riuscita a rallentarla sensibilmente, però tutto ciò era sempre insufficiente.
Il cervello del malato è fortemente danneggiato e la vera cura consiste esclusivamente nella rigenerazione di questo importante organo del nostro corpo. E proprio questo rappresenta un vero ostacolo.
Essendo cervello un organo postmiotico, esso è impossibilitato di rigenerarsi dopo la nascita del individuo.
Finché la scienza non scoprirà il modo della rigenerazione del cervello, non sarà mai possibile curare le malattie neurodegenerativi.
Bisogna sottolineare però che la soluzione del problema non consiste nell'utilizzo e nell'introduzione dall'esterno delle cellule staminali. Notizie sul trattamento dei pazienti con le staminali presso gli ospedali di Torino, di Mosca ed altri, lasciano desiderare. (http://blog.panorama.it/italia/2010/01/15/staminali-cosi-abbiamo-smarcherato-i-ladri-di-speranza/)
Dopo le mie continue ricerche su Internet (che sia lodato), mi sono soffermata sulle opere di un scienziato ucraino - Prof. A. Boyko (le altre possibili trascrizioni in latino: Boĭko AG. o Boyko O.G) il quale sostiene la teoria astrocitaria dell'invecchiamento.
L'invecchiamento dell'uomo comincia dall'invecchiamento cerebrale con la continua "diminuzione" del cervello nel percorso della vita, mentre la formazione del cervello avviene solo nel periodo embrionale e fetale perché solo allora vi esiste la glia radiale, responsabile del suddetto processo nel disporre tutti i neuroni formati nelle posizioni giuste una volta per tutte. Dopo la nascita dell'individuo la glia radiale scompare per sempre, trasformandosi in astroziti e neuroni che non possono più rinnovarsi in quantità significativa.
Da questo si deduce l'impossibilità di fermare l'invecchiamento dell'essere umano, come per lo stesso motivo ancora non è stata trovata la cura delle malattie neurodegenerative.
Almeno che non si trovi il modo di rigenerare il cervello danneggiato.
E proprio questo modo che sostengo di aver scoperto io nel percorso delle mie ricerche, ostinandosi di rassegnarmi di fronte ad una condanna dell'irreversibilità del morbo di Alzheimer.
All'epoca Biagio continuava a peggiorare, se anche lentamente: aveva già il lato sinistro paralizzato, la forte disfagia, un'alterazione delle funzioni vegetative (la sudorazione, la febbre, con edemi da stasi gravi agli arti, uno sguardo assente, la paresi facciale, catarro nel polmone e difficoltà di respirare, la forte rigidità).
In gennaio 2006 siamo stati ricoverati all'Ospedale Le Scotte di Siena in Reparto "Terapia 3". La Dottoressa, il suo medico curante, con tutte le misure esistenti e applicate in 3 settimane non è riuscita di farlo migliorare.
Così prima di dimetterci mi ha comunicato che devo prepararmi al peggio perché nonostante le cure che ho dato a Biagio e che hanno significamene rallentato i processi di degenerazione, irrimediabilmente si è giunto il momento di traguardo perché il morbo di Alzheimer è incurabile: non più di un mese di vita - era la sentenza del medico.
Sono tornata a casa con marito moribondo e con un'idea fissa: devo fare qualcosa per salvarlo - lui non può e non deve morire!
All'inizio l'intransigenza e lo stupore della gente che mi circondava, compreso i famigliari, era comprensibile - il mio rifiuto di accettare la sentenza finale sul futuro di mio marito mi ha fatto passare da persona, a dir poco, folle.
Ero all'inizio del cammino.
Ero sicura che si poteva trovare rimedio per questa e tante altre malattie. La natura non ci nasconde niente. Basta semplicemente non solo guardare, ma anche vedere le cose.
Ormai avevo fatto un'idea come dovevo procedere.
Già alla fine dell'anno 2005 avevo ordinato in Germania dei farmaci.
Per continuare la mia lotta per Biagio e pagare i farmaci necessari che erano non solo irrimborsabili, ma proprio inesistenti in Italia, ero costretta a risparmiare su tutto: riscaldamento, acqua, luce ed altro. Mi sono ridotta ad una miseria che sopportavo e sopporto con dignità perché la "missione" ne valeva la pena.
La mia idea era di trovare una cura rigenerativa del cervello per riparare i danni e agire sui fattori che li provocavano.
Il mio approccio per la cura del cervello danneggiato si è formato in un complesso di misure al quale mancava però l'ultimo anello molto importante. Intanto però ho "revocato" l'ora della morte annunciata per Biagio e analizzavo il come il suo corpo agiva al trattamento.
I sintomi di aggravamento si sono fermati e hanno cominciato di diminuirsi. Per qualche mese osservavo mio marito, prima dato per spacciato, di "rinascere" lentamente: sono spariti le alterazioni delle funzioni vegetative, la disfagia. Mi stavo accorgendo che Biagio ha cominciato di ascoltarmi e dava dei segni di reazione come mi capisse. La rigidità e la paralisi della parte sinistra stavano diminuendo. Ha cominciato di appoggiarsi sulle gambe e con l'aiuto del deambulatore faceva diversi passi per la casa.
Nel 2008, dopo 2 anni ho telefonato alla Dottoressa delle Scotte di Siena, dicendole che Biagio è vivo ed è parecchio migliorato. "E' un miracolo!" - ha esclamato lei, sentendo le mie parole. E pure non direi che tutto ciò è stato dovuto ad un Miracolo perché ho delle spiegazioni ben precise per tutte le mie azioni e su tutto come ha reagito
alle cure il corpo, meglio dire, il cervello di mio marito.
Senza dubbio la causa di tale miglioramento è l'avvenuta rigenerazione del cervello.
Basandosi sulla teoria del Prof. A.Boyko che sostiene la scomparsa della glia radiale dopo la nascita, ho proseguito con le mie ricerche per trovare quella così detta "spinta", un'imitazione della situazione necessaria per indurre il cervello di mettersi in stato embrionale - l'unica possibilità di avviare la rigenerazione cerebrale - è ci sono riuscita.
Mio marito non solo non è morto nel 2006, ma oggi con il morbo di Alzheimer di 15 anni (che già in se stesso un fatto sorprendente e i medici lo confermano) sta continuando a ricevere il complesso delle cure che ho composto e sta continuando il suo lento, ma miglioramento.
Attraverso Internet si rivolgono a me tante persone (russofoni) con diverse malattie in stato disperato: morbo di Parkinson, traumi cranici, paralisi post ictus, aterosclerosi cerebrale, e quelli che sono in grado finanziario di acquistare i medicinali necessari dalle farmacie d'Austria e della Germania (io non li chiedo niente), stanno regolarmente migliorando, dandomi tanta gioia e soddisfazione morale.
Oggi posso dire di essere sicura che la terapia che offro sia d'aiuto a tutte le malattie, causate dall'estinzione dei neuroni a causa dell'apoptosi o dal necrosi (sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, la sindrome della mucca pazza). Mentre per i casi dell'autismo, schizofrenia, epilessia il mio metodo non è consigliabile perché provocati dalle cause diverse dalle malattie neurodegenerative.

Prof. Macchiarini,

e ora provo a formularle di nuovo il mio appello a Lei e a tutti coloro che sono in grado di aiutarmi.
Nonostante che le organizzazioni responsabili all'assistenza della mia città di Poggibonsi (Siena), l'AIMA nazionale e quella della Toscana, mi sono ormai vicine, ma non possono fare più di quello che stanno facendo.
Essendo io cardiopatica (invalida 80% dopo il grave infarto nell'anno 2007), vorrei riuscire di lasciare la mia esperienza e la mia scoperta nelle mani che sapranno farne tesoro. Avendo letto su di Lei gli articoli che testimoniano il Suo approccio rivoluzionario alle malattie e i risultati straordinari che ha ottenuto ultimamente attraverso gli interventi "fuori standard", ho pensato che Lei mi potrà capire più che altri e forse aiutare, perché no, a brevettare la mia scoperta e ad avviare tutto il percorso necessario perché i frutti della mia scoperta potessero essere accessibili
a tutti per dare una speranza a coloro che soffrono o soffriranno ancora.

Grazie.
In attesa di un Suo riscontro.
Con i migliori auguri.
Nona


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Sovrano Ordine Militare ed Ospitaliero di Santa Maria di Gerusalemme
Teutonico Dinastico di Svevia
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Via della Rocca, 35
53036 Poggibonsi (SI)
Italia

6 commenti:

laura ha detto...

Sono Laura e scrivo da Firenze, vorrei fare un augurio alla signora Nona di poter davvero lasciare in eredità nelle mani giuste ciò che è stato da lei provato nella assistenza e cura di suo marito; mi auguro che il medico interpellato raccolga la sua richiesta e che possa farne tesoro.
Cordiali saluti

rosa ha detto...

buongiorno, ho letto del miracolo della signora Nona, con suo marito, cortesemente volevo sapere, che farmaci ha usato per avviare il processo di miglioramento e di rigenerazione celebrale, la prego urgentemente di rispondermi. Preciso che, la mia adorata nonna che mi ha crescito per 24 anni adesso, sta molto male, ha l'alzaimer avanzato con sintomi di disfagia e fa fatica a mangiare, tossendo con sofferenza, mentre le scrivo sto piangendo, per me mia nonna è la mia mamma mi ha ridato la vita una seconda volta, prendendomi con se, mia madre è morta, quando io avevo un anno e mezzo, le lascio immaginare come sto male. Per favore se c'è anche una sola possibilità di aiutare tempestivamente mia nonna, con dei farmaci che possono rigenerare i neuroni, o altro mi risponda. La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione grazie

rosa ha detto...

buongiorno, ho letto del miracolo della signora Nona, con suo marito, cortesemente volevo sapere, che farmaci ha usato per avviare il processo di miglioramento e di rigenerazione celebrale, la prego urgentemente di rispondermi. Preciso che, la mia adorata nonna che mi ha crescito per 24 anni adesso, sta molto male, ha l'alzaimer avanzato con sintomi di disfagia e fa fatica a mangiare, tossendo con sofferenza, mentre le scrivo sto piangendo, per me mia nonna è la mia mamma mi ha ridato la vita una seconda volta, prendendomi con se, mia madre è morta, quando io avevo un anno e mezzo, le lascio immaginare come sto male. Per favore se c'è anche una sola possibilità di aiutare tempestivamente mia nonna, con dei farmaci che possono rigenerare i neuroni, o altro mi risponda. La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione grazie

rosa ha detto...

buongiorno, ho letto del miracolo della signora Nona, con suo marito, cortesemente volevo sapere, che farmaci ha usato per avviare il processo di miglioramento e di rigenerazione celebrale, la prego urgentemente di rispondermi. Preciso che, la mia adorata nonna che mi ha crescito per 24 anni adesso, sta molto male, ha l'alzaimer avanzato con sintomi di disfagia e fa fatica a mangiare, tossendo con sofferenza, mentre le scrivo sto piangendo, per me mia nonna è la mia mamma mi ha ridato la vita una seconda volta, prendendomi con se, mia madre è morta, quando io avevo un anno e mezzo, le lascio immaginare come sto male. Per favore se c'è anche una sola possibilità di aiutare tempestivamente mia nonna, con dei farmaci che possono rigenerare i neuroni, o altro mi risponda. La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione grazie

Editore BlogDigest ha detto...

Sig.ra Rosa, La preghiamo di inviare all'indirizzo lavocedellatoscana @ gmail.com una Sua mail per poterla contattare di persona. Grazie

Editore BlogDigest ha detto...

Per la Sig.ra Rosa: la preghiamo di contattarci via mail, indicato sul menu. Grazie